Somalia: attentato terroristico di Al-Shabab fuori da un hotel a Mogadiscio

BEATRICE GUZZARDI | 25 GENNAIO

SOMALIA – Almeno tredici persone sono state uccise stamattina durante un attacco al Dayah Hotel, situato nel centro di Mogadiscio, in Somalia. L’azione è stata rivendicata dall’organizzazione terroristica Al-Shabab.

Secondo la ricostruzione fornita da Al Jazeera l’attacco si è svolto in due momenti distinti. Inizialmente è stata fatta esplodere un’autobomba all’interno dei cancelli del Dayah Hotel, dove gli attentatori hanno fatto irruzione sparando contro le guardie di sicurezza; quindici minuti dopo, all’arrivo dell’ambulanza e dei giornalisti, è stata fatta detonare una seconda autobomba che secondo quanto riportato dall’agenzia stampa AFP avrebbe causato il ferimento di quattro reporter.

L’attacco non ha interessato esclusivamente l’hotel, ma anche le abitazioni circostanti e le macchine parcheggiate. Yusuf Hassan, redattore del quotidiano somalo Haqiqa Times, ha rilasciato la seguente dichiarazione ad Al Jazeera: “è una tragedia enorme, vedo persone piangere per aver perso i propri cari”. Mohamed Ahmed, il capo della polizia, ha invece riferito che “almeno tredici persone tra civili e autorità sono rimaste uccise nei due attacchi, mentre i feriti si contano a dozzine” e sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale Hayad. Tuttavia, come espresso dal caposala Ali Hajji, le condizioni critiche in cui versano molti di loro potrebbero fare aumentare il bilancio del numero delle vittime. Sembra inoltre che quattro attentatori siano stati uccisi dalle forze di polizia.

Il capitano Mohamed Hussein ha dichiarato all’agenzia di stampa Associated Press che decine di persone, tra cui probabilmente molti membri del parlamento somalo, erano all’interno dell’albergo al momento dell’attacco. Secondo la CNN l’hotel si trovava infatti proprio nel centro di Mogadiscio, nei pressi del parlamento somalo, dove lavorano quotidianamente legislatori e ufficiali del governo.

La Somalia, precipitata in una sanguinosa guerra civile dopo il rovesciamento del dittatore Slad Barrenel nel 1991, è oggi uno dei paesi più poveri al mondo, in cui diversi leader rivali ed estremisti, come quelli appartenenti ad al-Shabab, hanno approfittato dell’assenza di un governo stabile per crescere e rafforzarsi.

Al-Shabab è un gruppo terroristico legato ad Al-Qaeda che mira a creare un grande stato islamico fondamentalista nel Corno d’Africa e comprendente non solo la Somalia, ma anche la Repubblica di Gibuti, il Kenya ed l’Etiopia. L’organizzazione, come riportato dalla CNN, ha compiuto negli ultimi mesi ripetuti attacchi contro obiettivi militari e governativi, l’ultimo dei quali portato a termine il 20 dicembre scorso, quando venti persone sono rimaste uccise da un’autobomba.

Negli ultimi anni la forza di Al-Shabab si è indebolita grazie alla presenza della coalizione African Union all’interno del paese. Tuttavia gli attacchi restano comunque molto frequenti. 

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