Troppi civili uccisi. Stop dei raid iracheni a Mosul.

Beatrice Guzzardi | 25 marzo

Le forze militari irachene hanno momentaneamente interrotto i bombardamenti contro lo Stato Islamico a causa dell’ingente numero di vittime tra i civili di Mosul.

A contribuire alla decisione, le pressioni dei funzionari dell’ONU a seguito del raid aereo del 17 marzo. Le bombe sganciate dall’aviazione hanno infatti provocato 230 vittime tra i civili ancora presenti nei quartieri  occidentali della città. Aree in cui le truppe islamiste continuano a difendere strenuamente le proprie roccaforti.

Secondo le testimonianze, sono ancora molte le persone intrappolate sotto le macerie dell’ultimo bombardamento. Un caccia della coalizione ha infatti centrato un camion pieno di munizioni dell’ISIS. La tremenda esplosione ha raso al suolo gli edifici circostanti, non lasciando scampo ai residenti.

Pertanto, per pianificare al meglio le future operazioni e evitare ulteriori perdite fra la popolazione civile, gli Stati maggiori delle truppe alleate hanno interrotto l’offensiva.A riferirlo, il portavoce dell’esercito iracheno nella conferenza stampa di ieri pomeriggio al Comando Interforze.

Le condizioni in cui vive la popolazione della zona occidentale di Mosul sono durissime. I 600.000 civili ancora presenti sono infatti senza viveri né energia elettrica. Quasi esaurite le riserve idriche.

L’operazione per liberare l’area occidentale di Mosul, iniziata il 19 febbraio, ha causato finora 700 vittime. A confermarlo, l’ultimo report dell’Iraqi Observatory for Human Rights, il quale evidenzia inoltre il costante ricorso dei terroristi all’utilizzo di civili come scudi umani.

Autobombe, cecchini e mortai dello Stato Islamico hanno finora arrestato l’avanzata delle fanterie alleate. Secondo gli analisti, tuttavia, la completa liberazione della zona occidentale di Mosul è solo rimandata.

Fonte: Reuters

Photo Credit / ©Mstyslav Chernov / Wikimedia Commons (CC-BY-SA-4.0)

 

Licenza Creative Commons