Brasile: nuovo arresto nell’ambito dell’inchiesta “Car Wash”

Mirko Nazzari | 13 settembre

San Paolo, 10 settembre 2017. Joesley Batista - capo di JBS, la più grande compagnia di lavorazione della carne al mondo - si è costituito agli agenti della Polizia Federale, dopo che era stato emesso un mandato d’arresto nei suoi confronti. L’imprenditore è al centro dei recenti sviluppi dell’inchiesta “Car Wash” che coinvolge anche l’attuale presidente brasiliano, Michel Temer. 

Batista aveva stretto infatti un accordo con l’ufficio del Pubblico Ministero, rivelando di aver corrotto più di 1900 politici e promettendo di consegnare, in cambio di una pena inferiore, una registrazione in cui Temer ammetteva di aver pagato tangenti ad influenti politici brasiliani. I portavoce del presidente hanno definito Batista “un noto bandito” e hanno criticato la polizia per avergli permesso di evitare un processo penale.

Gli avvocati di Batista hanno però commesso un errore, inviando all’ufficio del procuratore una registrazione in cui il loro assistito rivelava ad un suo collaboratore, Ricardo Saud, di aver nascosto agli inquirenti informazioni chiave per l’indagine. Rodrigo Janot, il procuratore generale, ha quindi chiesto il loro arresto, convalidato poi dal giudice della Corte Suprema Edson Fachin. 

“Car Wash” è partita nel marzo 2014, portata avanti dalla Polizia Federale di Curitiba che coinvolge i dirigenti della compagnia petrolifera nazionale Petrobas e delle principali aziende per le costruzioni e le infrastrutture (BTP).

L’inchiesta in Brasile ha già coinvolto più di metà dei parlamentari, nonché gli ultimi tre presidenti del paese: Luis Inacio Lula da Silva, Dilma Rousseff e Michel Temer. Secondo le indagini la Btp avrebbe gonfiato i contratti degli appalti dall’1% al 3% del loro valore. In cambio, i partiti al governo avrebbero ricevuto numerose tangenti per finanziare parte della campagna elettorale del Partito dei Lavoratori che guida il paese dal 2003.

Da un anno e mezzo, inoltre, gli inquirenti si sono concentrati su Odebrecht, la multinazionale brasiliana delle costruzioni e sull’appaltatore numero uno delle opere pubbliche in America Latina, Marcelo Odebrecht. Presidente dell’omonima azienda, è stato arrestato nel 2015 ed è attualmente in carcere. Ha iniziato a collaborare, insieme ad altri 77 manager della multinazionale, con gli inquirenti. Il 21 dicembre 2016 la società ha deciso di firmare un accordo con il Dipartimento di Giustizia americano che prevedeva una multa di 3.3 miliardi di dollari, dopo aver ammesso il pagamento di tangenti a politici, tra il 2001 e il 2016, per un totale di 746 milioni.

Il presidente Odebrecht ha inoltre ammesso di aver versato denaro in quasi tutti i paesi dell’America Latina in cambio di appalti: 32 milioni in Argentina, 10 milioni in Colombia, 9 in Messico, 32 in Ecuador e ben 92 in Venezuela. Lo scandalo sembra non avere fine tanto che le nuove accuse al presidente Temer hanno fatto crollare i principali titoli alla Borsa di San Paolo. Si teme infatti una nuova crisi politica che possa frenare la lenta ripresa economica in corso.

Fonte: BBCIl Sole 24 oreLookOut News

Photo Credit / ©Felipe Lange Borges / Flickr.com (CC BY-NC-ND 2.0)

 
 

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