Chi sono i cristiani Copti: perché sono perseguitati dall’ISIS?

Beatrice Guzzardi

 

Gli attentati di domenica 9 aprile in Egitto e rivendicati dallo Stato Islamico hanno colpito due chiese cristiane copte, ad Alessandria e Tanta. Le esplosioni, che hanno provocato 48 vittime, si sono verificate durante una delle festività più sacre per i cristiani, la Domenica delle Palme, attirando così l’attenzione mediatica sulla comunità copta.

Chi sono i Copti?

I Copti sono la più grande comunità cristiana del Medio Oriente. In Egitto, la maggioranza dei nove milioni di cristiani è di fede copta. Un milione i rifugiati in Europa e USA per fuggire alle persecuzioni subite nel paese. Il credo copto si basa sulle scritture dell’apostolo Marco, il quale ha introdotto e diffuso il Cristianesimo in Egitto. A condurre i fedeli è la comunità della chiesa di S.Takla di Alessandria, uno dei luoghi colpiti dall’attacco della Domenica delle Palme, e il suo massimo rappresentante, Tawardos II. Proprio in settimana si sarebbe dovuto incontrare con Papa Francesco a Il Cairo.

La persecuzione dei Copti

Gli attacchi dei giorni scorsi tuttavia non sono casi isolati, ma sono parte di una persecuzione iniziata anni fa.

Nel 2011 i copti avevano subito un attentato simile a quello del 9 aprile, quando una bomba era esplosa all’interno di una chiesa. Nell’ultimo anno sono stati più di cinque gli attacchi nei loro confronti. Tra i più violenti, quello di dicembre 2016: durante la messa domenicale esplose una bomba nella principale chiesa copta del Cairo, uccidendo trenta persone. Lo scorso febbraio, centinaia di fedeli sono fuggiti dalle loro case a nord del Sinai dopo che lo Stato Islamico aveva ucciso sette di loro. Inoltre, i copti sono stati presi di mira anche fuori dall’Egitto, come mostra il video di propaganda dell’ISIS del 2015: dodici furono i  decapitati su una spiaggia in Libia.

L’ISIS e i Cristiani

Secondo The Atlantic, la rivendicazione dell’attacco da parte dell’ISIS non sarebbe affatto sorprendente, in quanto il gruppo terroristico ha come obiettivo la destabilizzazione di uno dei paesi più popolosi del Medio Oriente. Gli attacchi della Domenica delle Palme evidenziano infatti un cambiamento radicale della minaccia che incombe sui cristiani d’Egitto.

Per lo Stato Islamico, infatti, devono essere uccisi senza pietà a causa del proprio credo. Tramite una campagna online - “Campagna per Sorvegliare gli Apostati Egiziani” - gli jihadisti stanno raccogliendo informazioni su potenziali obiettivi, esortando così i propri seguaci all'azione.

Nel 2014, inoltre, Abu Mawdud al-Harmasy, uno degli "ideologi" dell'ISIS, ha condotto uno studio - “Il segreto dell’enigma egiziano” - in cui spiega le strategie per un'efficace jihad in Egitto. Tra queste, l’eliminazione sistematica dei cristiani. Solo tramite la persecuzione delle minoranze religiose, infatti, la jihad può compiersi. Siria, Iraq e Yemen ne sono la dimostrazione.

Fonte: Haaretz

Photo Credit / ©JTalk Radio News Service / Flickr.com (CC BY-NC-SA 2.0)

 

Licenza Creative Commons