Continua la controffensiva allo Stato Islamico

20 GENNAIO

IRAQ — Lo Stato Islamico continua inesorabilmente a perdere territorio. Da un’analisi pubblicata dall’IHS Conflict Monitor è emerso infatti come nei soli primi sei mesi del 2016 i territori controllati dal sedicente Stato Islamico siano diminuiti del 12%, passando dai 78,000 Km2 del 2015 ai 68,300 km2 del luglio 2016, con perdite sia nell’Iraq occidentale che nel nord della Siria.  

Questo trend testimonia il fallimento del progetto del califfato islamico, tuttavia potrebbero esserci ripercussioni negative per l'Occidente. Come affermato infatti da Columb Strack, senior analyst dell’IHS, “uno delle conseguenze che sfortunatamente ci aspettiamo è l'aumento di attacchi terroristici e sabotaggi a infrastrutture economiche in tutta la Siria e l'Iraq, e anche oltre, Europa compresa”.

Intanto continua la controffensiva delle milizie sciite per riconquistare Mosul, seconda città più grande dell’Iraq dopo la capitale Baghdad, finita sotto il controllo degli jihadisti nel 2014. Nella giornata di Mercoledì le forze irachene hanno annunciato di aver ripreso il controllo della parte orientale della città, tuttavia l’operazione, lanciata nell’ottobre 2016, sta causando ingenti vittime tra popolazione civile che vive ancora all’interno delle zone colpite. Secondo l’Indipendent, la scorsa settimana 30 civili sono rimasti uccisi in seguito ad un raid aereo condotto dalle forze irachene che mirava a spingere l’ISIS fuori dalla città, mentre le Nazioni Unite stimano fossero 1.500.000 i civili che vivevano a Mosul all’epoca dell’inizio delle operazione e circa 400.000 quelli attualmente liberati.