4 aprile

Siria - Khan Sheikun è stata colpita da un attacco chimico che ha ucciso almeno 35 persone tra cui nove bambini; i feriti sarebbero almeno sessanta. La città si trova a nord ovest del paese ed è controllata dai ribelli.

Il comitato di coordinamento dell'opposizione locale ha pubblicato le foto delle vittime e sostiene che siano morte per soffocamento. Secondo Reuters l'attacco potrebbe essere stato portato avanti dal governo o dalle forze russe. Alcuni medici contattati dal Syrian Observatory for Human Rights dicono che si tratterebbe di gas.

I governo siriano ha ripetutamente negato l'uso di armi chimiche, tuttavia un report dell'ONU e dell'Office for Prohibition of Chemical Weapons pubblicato ad ottobre dimostra che le forze del governo hanno portato avanti almeno tre attacchi con il cloro tra il 2013 e il 2015.

Fonte: BBCReuters

 

 

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7 luglio                     

Alcuni miliziani jihadisti hanno fatto esplodere un’autobomba a nord del Sinai. Nell’attacco sono rimasti uccisi 23 soldati egiziani e feriti altri 26. 

L’attentatore suicida aveva intenzione di farsi esplodere al checkpoint fuori Rafah, città di confine nei pressi della striscia di Gaza. 

L’attacco non è stato rivendicato da nessun gruppo, tuttavia è risaputo che il sedicente Stato Islamico sia situato nella regione.

Fonte: BBC

 



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26 marzo

Gli Stati Maggiori iracheni hanno negato ogni possibile coinvolgimento statunitense nel raid della scorsa settimana su Mosul, in cui sono morti centinaia di civili. 

Il portavoce degli alleati ha tuttavia confermato l'apertura di un'inchiesta interna. Nei prossimi giorni dovrebbero infatti concludersi le indagini finalizzate all'avvio di un eventuale procedimento giudiziario a danno dei presunti responsabili.

La BBC sostiene tuttavia che i combattimenti siano già ripresi. Domenica 26 marzo gli elicotteri iracheni hanno colpito le roccaforti dell'ISIS. Rimane pertanto elevato il rischio di ulteriori vittime civili "per fuoco amico".

 

 

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16 febbraio

IRAQ –  La notizia risale a poche ore fa, una macchina colma di esplosivo è stata fatta saltare in aria a sud di Baghdad, nei pressi dell’area Sciita della città. L’esplosione è avvenuta vicino ad una concessionaria d’auto, 50 persone sono rimaste gravemente ferite nell’impatto mentre il numero delle vittime ammonta a 48.

Secondo la BBC quella di oggi sarebbe la terza esplosione nell’arco di tre giorni avvenuta nella capitale irachena; tra mercoledì e giovedì altri due attacchi avevano causato la morte di 24 persone. Il sedicente Stato Islamico ha rivendicato l’attacco specificando che l’obiettivo era “colpire un gruppo di Sciiti”.

Dall’inizio del 2017 i miliziani dello Stato Islamico hanno condotto una serie di attacchi suicida nella città di Baghdad, tuttavia quello di oggi è stato il più letale. Secondo la BBC le concessionarie d’auto sono considerate dai miliziani un luogo ideale per un attentato in quanto i veicoli carichi di esplosivo si confondono facilmente tra gli altri.

Si attendono ulteriori aggiornamenti

Fonte: BBC

 

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17 luglio                     

Il comandante dell’antiterrorismo curdo sostiene di essere certo al 99% che Abu Bakr Al-Baghdadi, leader dello Stato Islamico, sia ancora vivo e si trovi in una città a sud di Raqqa, in Siria.

I soldati iracheni sono riusciti a porre fine all’occupazione dell’ISIS nella città di Mosul. Il gruppo terroristico sta subendo una grossa pressione nel territorio circostante Raqqa, a oggi la principale roccaforte di Daesh.

Qualora la morte di Al Baghdadi si rivelasse certa, i successori del leader del Califfato sarebbero due ex ufficiali dell'intelligence di Saddam Hussein.

Fonte: Reuters

 



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20 GENNAIO

IRAQ — Lo Stato Islamico continua inesorabilmente a perdere territorio. Da un’analisi pubblicata dall’IHS Conflict Monitor è emerso infatti come nei soli primi sei mesi del 2016 i territori controllati dal sedicente Stato Islamico siano diminuiti del 12%, passando dai 78,000 Km2 del 2015 ai 68,300 km2 del luglio 2016, con perdite sia nell’Iraq occidentale che nel nord della Siria.  

Questo trend testimonia il fallimento del progetto del califfato islamico, tuttavia potrebbero esserci ripercussioni negative per l'Occidente. Come affermato infatti da Columb Strack, senior analyst dell’IHS, “uno delle conseguenze che sfortunatamente ci aspettiamo è l'aumento di attacchi terroristici e sabotaggi a infrastrutture economiche in tutta la Siria e l'Iraq, e anche oltre, Europa compresa”.

Intanto continua la controffensiva delle milizie sciite per riconquistare Mosul, seconda città più grande dell’Iraq dopo la capitale Baghdad, finita sotto il controllo degli jihadisti nel 2014. Nella giornata di Mercoledì le forze irachene hanno annunciato di aver ripreso il controllo della parte orientale della città, tuttavia l’operazione, lanciata nell’ottobre 2016, sta causando ingenti vittime tra popolazione civile che vive ancora all’interno delle zone colpite. Secondo l’Indipendent, la scorsa settimana 30 civili sono rimasti uccisi in seguito ad un raid aereo condotto dalle forze irachene che mirava a spingere l’ISIS fuori dalla città, mentre le Nazioni Unite stimano fossero 1.500.000 i civili che vivevano a Mosul all’epoca dell’inizio delle operazione e circa 400.000 quelli attualmente liberati.

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15 marzo

Siria - Un attacco suicida ha causato trentuno vittime davanti al Tribunale della capitale siriana, Damasco; lo riporta la BBC.

Un individuo ha tentato di farsi esplodere all’interno del palazzo di Giustizia. Sebbene fermato da un agente, è riuscito ad azionare il congegno nei pressi dell'entrata.

Per il momento le vittime sono trentuno, quasi tutti civili, tra cui avvocati e giudici, come riferito dalla Polizia locale ai giornalisti dell’agenzia Sana.

Due ore più tardi è esplosa una seconda bomba a Rabweh, zona occidentale di Damasco, ferendo circa venti persone.

Per il momento nessun gruppo terroristico ha rivendicato gli attentati.

Nel weekend due attacchi suicidi hanno provocato quaranta vittime nella Città Vecchia di Damasco. Gli attentati sono stati rivendicati da Tahrir al-Sham, un gruppo terroristico collegato ad al Qaeda.

Fonte: BBC

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11 settembre                     

Ibrahim Metwaly, avvocato egiziano che stava indagando sul caso Regeni è scomparso domenica 10 settembre al Cairo. L'uomo è stato avvistato l'ultima volta la mattina di domenica mentre stava per imbarcarsi sul volo Egyptair MS 771 in direzione di Ginevra dove avrebbe dovuto partecipare ad una riunione delle Nazioni Unite sui diritti umani.

Metwaly fa parte dell'Egyptian Commission for Rights and Freedom, associazione che sta aiutando la famiglia Regeni dopo la scomparsa del figlio Giulio, ricercatore di Cambridge scomparso sempre al Cairo il 25 gennaio 2016 e ritrovato ucciso brutalmente. L'uomo era anch'esso padre di un ragazzo scomparso in Egitto.

Riccardo Noury portavoce italiano dell'organizzazione per i diritti umani Amnesty International ha dichiarato che: "non è un caso che i difensori dei diritti umani vengano bloccati quando stanno per andare ad una conferenza. Siamo molto preoccupati. I provvedimenti negativi presi solo nell’ultima settimana dal governo cominciano ad essere tanti. A cominciare dalla chiusura del sito di Human Rights Watch e di quello dell’Egyptian Commission for Rights and Freedom." come riportato sul Corriere della Sera.

Si attendono ulteriori aggiornamenti.

Fonte: Corriere della Sera

 



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23 luglio                     

Una sparatoria fuori dall'ambasciata israeliana ad Amman, capitale della Giordania, ha ucciso un uomo giordano e ferito altri due uomini di nazionalità israeliana e giordana.

I due uomini lavoravano per un'azienda di mobili ed erano appena entrati nell'edificio quando è avvenuta la sparatoria. Per il momento non è chiaro cosa abbia causato lo scontro a fuoco.

Le forze di sicurezza hanno in seguito blindato l'edificio ed evacuato lo staff presente all'interno con l'aiuto delle forze israeliane.

Si attendono ulteriori aggiornamenti

Fonte: BBC

 



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16 luglio                     

Un cittadino americano è stato condannato a dieci anni di carcere in Iran con accuse di spionaggio. L'uomo si chiama Xyue Wang è cittadino americano di origini cinesi di 37 anni e ricercatore presso l'Università di Princeton.

Secondo le fonti Wang faceva parte di un progetto di infiltrazione che mirava a raccogliere articoli altamente confidenziali per istituti universitari statunitensi e inglesi tra cui l'Università di Princeton e la Harvard Kennedy School.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha richiesto all'Iran di rilasciare tutti coloro che sono detenuti con accuse "montate".

Fonte: BBC

 



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4 luglio                     

L’ISIS ha bruciato vive dodici persone nei pressi di Kirkuk, zona in cui si concentra la resistenza degli jihadisti.

I civili sono stati sequestrati dai miliziani mentre tentavano di scappare da Huwaja. Secondo quanto riportato dalla polizia di Kirkuk, i civili sono stati chiusi in una gabbia, cosparsi di benzina e dati alle fiamme.

Fonte: Ansa

 



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31 Agosto                     

La provincia di Ninive è stata completamente liberata dalla minaccia dell'ISIS, a comunicarlo il Primo Ministro iracheno Haider al-Abadi.

I miliziani dello Stato Islamico si erano spinti nella città di Ayadiya dopo che la provincia di Tal Afar era stata riconquistata dalle truppe militari irachene. Al momento restano sotto il controllo dell'ISIS poche aree nei centri abitati e nel deserto al centro e ovest dell'Iraq.

L'ISIS ha perso buona parte dei propri territori negli ultimi mesi. 

La battaglia ad Ayadiya è stata breve e violenta, non è ancora chiaro per il momento se siano rimasti civili nella città ma secondo le Nazioni Unite almeno 20.000 civili hanno abbandonato la regione di Tal Afar tra il 14 e il 22 agosto.

Fonte: BBC

 



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27 GENNAIO

IRAQ — Continua la battaglia tra l’ISIS e le forze irachene per la liberazione di Mosul.

Secondo quanto riportato da Reuters sembra infatti che il sedicente Stato Islamico abbia riorganizzato le proprie milizie a Mosul ovest e posizionato diversi cecchini all’interno delle abitazioni situate nel versante occidentale del fiume Tigri.

Nei giorni scorsi il comandante della forze irachene impegnate nella riconquista della città aveva manifestato l’intenzione di oltrepassare il fiume, continuando così la liberazione del territorio, mentre il Primo Ministro Haider al-Abadi aveva annunciato che la zona est della città fosse ritornata sotto il controllo dell’esercito.

Mosul nel corso del tempo era diventata una delle principali roccaforti dell’ISIS. Come raccontato da un testimone a Reuters, gli jihadisti non solo uccidevano chiunque tentasse un contatto con il mondo esterno, ma negli ultimi giorni erano riusciti a prendere il controllo del principale centro medico della zona; una struttura costituita da una dozzina di edifici particolarmente utile come punto di osservazione ove collocare i tiratori scelti.

Nella battaglia per liberare la città irachena sono stati impiegati 100,000 uomini tra truppe irachene, milizie curde e paramilitari sciiti supportati dagli alleati statunitensi. Si tratta della più grande battaglia mai combattuta in Iraq dall’invasione degli Stati Uniti nel 2003.

Si stima che oltre 1.500.000 di persone vivessero a Mosul prima dell’inizio delle ostilità, mentre secondo le Nazioni Unite sono circa 400.000 le persone evacuate negli ultimi mesi. Tuttavia, come dichiarato martedì da Lisa Grande, humanitarian coordinator delle Nazioni Unite, la situazione rimane drammatica e “le notizie provenienti da Mosul ovest sono sconvolgenti”. Si pensa infatti che il numero dei morti e dei feriti abbia già raggiunto le decine di migliaia.

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22 maggio

Domenica 21 maggio un attacco ha ucciso più di venti componenti del gruppo Ahrar Al-Sham nei pressi del loro quartier generale. Decine i feriti, alcuni dei quali versano in condizioni critiche. L’azione è stata rivendicata da Daesh tramite Amaq, la propria agenzia di stampa.

Come riporta il Syrian Observatory for Human Rights, due esplosioni hanno colpito la base del gruppo in un villaggio a est di Saraqeb, nella provincia di Idlib.

Un portavoce di Ahrar al-Sham ha dichiarato che un uomo a bordo di una moto si è diretto verso l’edificio facendo esplodere due ordigni. Il primo era inserito sotto la sella del veicolo. Il secondo su un corpetto indossato dallo stesso attentatore.

Sui social media sono apparsi alcuni fotogrammi - al momento al vaglio delle autorità - che ritraggono i cadaveri e i resti della motocicletta vicino alle rovine della presunta base del gruppo.

La provincia di Idlib è una delle principali roccaforti dei ribelli siriani. Dall’inizio della guerra civile è stata terreno di battaglia tra questi e lo Stato Islamico.

Gli scontri avvenuti all’inzio dell’anno hanno coinvolto sia i gruppi schierati con Ahrar Al-Sham, sia quelli come Hayat Tahrir Al-Sham alleati con al Qaeda.

Le forze del governo siriano ne hanno tratto vantaggio per riconquistare le aree che questi hanno occupato durante il conflitto, come quelle a sud di Damasco.

Fonte: Reuters

 



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27 Agosto                     

Kabul 25 agosto. Un attentatore si è fatto esplodere all’entrata della moschea sciita di Kabul, uccidendo almeno trenta persone tra i fedeli riuniti per le preghiere del venerdì. Repentino l’intervento delle locali forze di polizia che hanno messo in sicurezza l’intero edificio.

Lo Stato Islamico, fra i cui obiettivi gli sciiti sono i principali, ha rivendicato l’attacco tramite la propria agenzia di news, Amaq.

L’esplosione, nell’area Khair Khana della capitale, ha creato il caos.

Molti coloro alla ricerca dei propri cari rimasti intrappolati all’interno della moschea.

Fonte: Reuters

 



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3 maggio

Sarebbe stato sicuramente più grave il bilancio delle vittime fra i soldati della coalizione interforze stanziata in Afghanistan, se al posto dei MRAP (Mine Resistant Ambush Protected, ndr) fossero stati impiegati altri veicoli. La pesante blindatura degli automezzi ha infatti attutito l’onda d’urto dell’esplosione che nel centro di Kabul ha colpito un convoglio alleato. Ma veniamo ai fatti.

Sono da poco passate le 8 di mercoledì 3 maggio quando un’autobomba esplode al passaggio di alcuni mezzi militari della NATO. Siamo a Kabul, nel quartiere Macroyan. Nei pressi della piazza Abdul Haq, poco lontano dall’ambasciata statunitense, il traffico dell’ora di punta costringe i blindati ad avanzare lentamente. All’improvviso la deflagrazione, violentissima secondo alcuni testimoni.

Sull’asfalto, tra le auto in fiamme, rimangono i corpi di otto civili, oltre a venticinque feriti. Fra questi - secondo quanto riportato dal portavoce dell’esercito americano, capitano Bill Salvin - anche tre marines i quali tuttavia, grazie alla blindatura dei MRAP, non sono in gravi condizioni. Potrebbero infatti essere dimessi dall’ospedale militare di Kabul - ha precisato l’ufficiale - nelle prossime ore.

Al momento l’attentato non è stato rivendicato, ma i sospetti delle autorità afghane ricadono prevalentemente sui talebani. È di pochi giorni fa, infatti, l’annuncio dell’inizio di una nuova offensiva da parte dei miliziani jihadisti.

Fonte: AnsaRepubblica, BBCReuters

 

 

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16 maggio

Siria – L’amministrazione statunitense ha accusato il governo siriano di aver costruito dei forni crematori nella prigione militare di Saydnaya – vicino a Damasco – per poter coprire le prove dei presunti stermini di massa avvenuti al loro interno.

Stuart Jones, l’attuale assistente segretario del Dipartimento degli Affari Esteri in Medio Oriente, ha denunciato che dozzine di prigionieri verrebbero giustiziati ogni settimana, la maggior parte impiccati. A dare maggiore valore all’accusa, un report di febbraio di Amnesty International intitolato “ Il mattatoio umano” segnalava il rapimento, la detenzione e lo sterminio di migliaia di siriani dal 2011 al 2015. Le prove, riporta la BBC, sono basate sulle testimonianze di 84 persone, tre cui ex- guardie carcerarie e prigionieri.

Il Presidente siriano Bashar al Assad, dichiara Jones, avrebbe condotto le atrocità col supporto della Russia e dall’Iran. Le informazioni, a cui sono state allegate delle foto della struttura, sono state rilasciate sia fonti non governative che dall’Intelligence statunitense.

 Le prove dello sterminio di massa verranno presentate al più presto alla comunità internazionale. Al momento, il governo siriano non si è ancora pronunciato, anche se in passato ha negato ogni accusa riguardo gli abusi in carcere.

Fonte: BBCWashington Post

 



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8 luglio                     

Ormai mancano poche ore alla definiva liberazione della città di Mosul, occupata sin dal 2014 dai miliziani dello Stato Islamico.

Secondo la televisione locale mancano ormai poche ore alla disfatta dell’ISIS e, nonostante i comandanti delle forze di liberazione non abbiano ancora comunicato la vittoria, alcuni soldati sono stati visti danzare nelle strade della città.

Non appena saranno conquistati i pochi metri di territorio mancanti si concluderà l’operazione di liberazione della città iniziata il 17 ottobre 2016 e portata avanti da truppe irachene e americane.

Fonte: BBC

 



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17 maggio

Israele – Tre uomini accusati di aver assassinato Mazen Faqha - comandante dell’esercito militare di Hamas -  il 24 Marzo hanno confessato l’omicidio, ammettendo di aver ricevuto gli ordini da Israele.

Il comandante era impegnato a West Bank – Cisgiordania – quando è stato arrestato nel 2003 dalla polizia israeliana con l’accusa di voler pianificare attacchi contro Israele. Condannato a nove ergastoli, Faqha è stato rilasciato assieme ad altri 1.000 prigionieri palestinesi in cambio della scarcerazione del soldato Gilad Shalit.

Il generale maggiore Tawqif Abu Naim, comandante delle forze di sicurezza internazionali, ha affermato che i tre uomini hanno confessato di aver ricevuto l’ordine di sorvegliare Faqha dai servizi segreti israeliani,  comunicandone telefonicamente gli spostamenti. Il portavoce del Mossad, tuttavia, ha negato qualsiasi coinvolgimento nell’assassinio.

Fonte: Al Jazeera

 



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23 aprile

L’attacco di Khan Shaykhun, in provincia di Idlib, è stato portato avanti con armi convenzionali. Questo è quanto emerge dai primi accertamenti delle Nazioni Unite.

Il 4 aprile, i media europei trasmettevano immagini di bambini gravemente intossicati per un attacco chimico avvenuto in Siria. Più di 80 le vittime, tra cui molti minori. Secondo gli accertamenti, si sarebbe trattato di sarin, un micidiale gas tossico. Molti avevano incolpato il presidente siriano Assad dell’accaduto, nonostante egli negasse. L’evento ha poi spinto il presidente Trump ad attaccare la base militare di Shayrat, attuando così la prima offensiva statunitense dall’inizio della guerra in Siria. 

Secondo l’ONU, pertanto, sarebbero state utilizzate armi convenzionali e non il sarin. Tuttavia non è escluso che ci sia stato un rilascio di gas in concomitanza con i raid aerei. Il governo russo sosteneva infatti che le bombe sganciate dai caccia potessero aver colpito un camion contenente i gas, spiegando così l’accaduto.

Fonte: Euronews

 

 

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2 giugno

Come riportato dalla BBC, la polizia indonesiana ha il sospetto che un predicatore musulmano, Rizieq Shihab, possa essere coinvolto in un traffico di materiale pornografico con la complicità di una donna. L’uomo guida il Fronte dei difensori Islamici (FPI), un movimento contrario alle politiche dell’ex governatore di Jakarta, Basuki Tjahaja Purnama, in carcere dal 9 maggio scorso per blasfemia.

Conosciuto per la sua feroce retorica, Rizieq Shihab è stato imprigionato due volte per violenze e violazione dell’ordine pubblico. È accusato di aver infranto le severe norme indonesiane in materia di pornografia, inviando alcuni filmati a un’attivista del Fronte, Firza Husein: alcuni screenshots delle conversazioni circolano in rete dall’inizio del 2017.

È stato proprio il Fronte dei difensori islamici a battersi per introdurre le tanto discusse leggi che il loro capo sembra aver violato. Il caso è ancor più paradossale se si considera che il FPI ha sempre lottato contro la promiscuità, la prostituzione e il consumo di alcool. Sul religioso pendono inoltre altri sei capi d’accusa, tra cui quello di blasfemia contro il Cattolicesimo.

La polizia ha ripetutamente convocato il predicatore per interrogarlo, ma quest’ultimo non si è mai presentato, rifugiandosi in Arabia Saudita con la famiglia. Un portavoce di FPI ha ribadito l’innocenza di Rizieq e la totale infondatezza delle accuse. Il suo avvocato ha inoltre insinuato che le prove possano addirittura essere state prodotte dai sostenitori di Purnama per screditare il religioso e l’intero FPI.

 

 



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11 giugno

L’Iran ha inviato quattro arei da carico colmi di cibo al Qatar e ha intenzione di fornire 100 tonnellate di frutta e verdura ogni giorno.

La notizia è stata diffusa da funzionari iraniani preoccupati della mancanza di cibo in Qatar dopo che i principali paesi fornitori di materie prime nel paese hanno rotto i legami con questo.

Il Qatar è uno stato completamente dipendente dall’importo e al momento sta stringendo accordi con Turchia e Iran per assicurare rifornimenti di acqua e cibo per la propria popolazione. La decisione è stata presa in seguito alle accuse di favoreggiamento al terrorismo lanciate da Arabia Saudita, Emirati Arabi, Egitto e Bahrain, i quali hanno chiuso immediatamente i ponti con il paese. Il Qatar sostiene che le accuse siano basate su bugie.

“In seguito alle sanzioni , IranAir ha trasportato cibo e verdure al paese con quattro voli” ha ribadito Shahrokh Noushabadi, direttore delle pubbliche relazioni presso la compagnia aerea nazionale alla agenzia di news Fars.

Il Qatar è situato su una piccola penisola e conta 2,5 milioni di abitanti, i quali vivono di un’economia basata sull’importazione. Il paese infatti riceveva l’80% delle proprie materie prime dai paesi limitrofi del Golfo, prima di spezzare ogni legame con essi.

L’Iran nonostante le lunghe divergenze con l’Arabia Saudita e spesso obiettivo principale delle azioni di questa ha chiesto ad entrambi di superare le proprie divergenze.

fonti: Reuters

 



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3 marzo

YEMEN – Il Pentagono ha dichiarato che giovedì 2 marzo sono stati lanciati più di venti raid aerei sullo Yemen, con l’obiettivo di colpire Al-Qaeda. In particolare, sono stati abbattuti approvvigionamenti, armamenti e infrastrutture appartenenti al gruppo terroristico.

Gli attacchi aerei, che hanno impiegato sia droni che aeromobili, hanno interessato le aree di Abyan, al-Bayda e Shabwa. Come riportato da Al Jazeera, almeno nove presunti terroristi sarebbero morti durante i raid.

L’operazione, afferma Jeff Davis, capitano dei Navy Seals, è stata condotta assieme al governo yemenita, il cui Presidente, Abd-Rabbu Mansour Hadi, ne ha coordinato l’esecuzione.

Fonte: Al Jazeera

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26 maggio

Beni Suef, provincia di Minya, 250 chilometri dal Cairo. Nella tarda mattinata di venerdì 26 maggio un gruppo di uomini armati ha fermato due autobus e un piccolo furgone che stavano trasportando decine di cristiani copti al santuario di San Samuele, nella parte occidentale della zona.

Una volta a bordo, i membri del commando - la cui identità è ancora sconosciuta alle autorità - hanno aperto il fuoco delle loro mitragliatrici contro gli occupanti dei mezzi, uccidendone 35, tra cui alcuni bambini, e ferendone 26. Tra questi, trasportati al vicino ospedale di Maghagha, molti versano in gravi condizioni.

Sebbene al momento non sia giunta alcuna rivendicazione ufficiale, i sospetti degli inquirenti ricadono prevalentemente su Daesh, responsabile in passato di numerosi attacchi contro la comunità copta egiziana, la quale conta circa nove milioni di fedeli: il 10% dell’intera popolazione.

31 dicembre 2010, 9 ottobre 2011, 15 febbraio 2015, 11 dicembre 2016 e 9 aprile 2017. Queste date rappresentano i principali attentati che hanno colpito la minoranza copta all’ombra delle piramidi e che portano la firma dei miliziani jihadisti.

Unanime la condanna delle Istituzioni egiziane e internazionali. Il Presidente Al Sisi, il quale a seguito dell’attacco dello scorso aprile a Alessandria aveva dichiarato lo Stato di Emergenza, ha immediatamente convocato il Consiglio di Sicurezza.

 

leggi anche: Chi sono i cristiani copti: perché sono perseguitati dall'ISIS?

 

Fonte:ANSA, Repubblica, Reuters, BBC

 



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27 aprile

“Ogni volta che i nostri servizi di sicurezza intercettano armi iraniane dirette verso le aree controllate da Hezbollah, dobbiamo agire”. Con queste parole il ministro per l’intelligence israeliano Katz ha commentato quanto accaduto all’alba di giovedì 27 aprile nella zona di Seventh Bridge, nei pressi dell’aeroporto di Damasco.

Sana - agenzia governativa siriana - e Al-Manar - emittente vicina a Hezbollah - hanno confermato che alle prime luci del giorno dalle alture del Golan sono stati lanciati quattro diversi attacchi contro le strutture logistiche delle milizie sciite che combattono al fianco di Assad. I missili hanno colpito serbatoi di carburante, magazzini e depositi in cui sono stipate le armi regolarmente inviate da Tehran ai militanti di Hezbollah per coadiuvare l’esercito siriano nella lotta contro l’Isis.

Rami Abdel Raman, direttore dell’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, ha dichiarato che le esplosioni, potentissime, si sono avvertite in tutta Damasco, terrorizzando i civili che si sono riversati nelle strade temendo un massiccio bombardamento sulla città.

Al momento non si contano vittime, ma un impressionante incendio si è sviluppato nella parte orientale dell’impianto aeroportuale, localizzato a circa 25 chilometri a sud est della capitale siriana.

Fonte: AnsaRepubblicaAl Manar

 

 

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5 Agosto                     

Almeno 2000 combattenti estremisti dell'ISIS sono rimasti a Raqqa, principale roccaforte per lo Stato Islamico, a riferirlo un Ufficiale della coalizione USA.

L'operazione per liberare la città è iniziata lo scorso giugno e per il momento è stato recuperato il 45% del territorio. Non è chiaro quanti civili si trovino al momento nella città siriana, secondo una stima delle Nazioni Unite dovrebbero essere tra i 20000 e 50000.

Fonte: BBC

 



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18 settembre                     

Le forze armate irachene hanno lanciato un'operazione che prevede l'attacco all'ultima roccaforte del sedicente Stato Islamico in Siria. 

Soldati, la polizia provinciale di Anbar e combattenti arabi sunniti hanno iniziato a dirigersi verso la provincia di Ana nella mattinata di martedì 19 settembre, il loro cammino è stato inizialmente rallentato da diverse trappole esplosive presenti lungo la strada. A riferirlo sono state delle fonti militari alla BBC. 

Ana, città a 90 km dal confine siriano è una delle tre città irachene sotto il giogo dell'ISIS.

Fonte: BBC

 



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9 settembre                     

Nella giornata di sabato 9 settembre l'esercito siriano ha raggiunto una base aerea che negli ultimi anni è stata sotto l'assedio del sedicente Stato Islamico.

La base si trova nei pressi della città di Deir al-Zor, ad est del paese; a comunicare la notizia è stato un comandante delle forze alleate al Presidente Bashar al Assad.

Fonte: Reuters

 



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17 giugno

Gli investigatori della Sezione Crimini di Guerra delle Nazioni Unite hanno dichiarato che la coalizione guidata dagli Stati Uniti ha momentaneamente sospeso l’impiego dell’aviazione contro la città siriana di Raqqa.

Negli ultimi giorni, i soldati delle forze democratiche siriane (SDF) circondato la città. La coalizione ritiene infatti che  proprio la presa di Raqqa “darà un colpo decisivo” a Daesh.

Non è ancora quantificabile il numero dei civili intrappolati al suo interno. I funzionari delle Nazioni Unite ne stimano circa 100mila.Secondo Paolo Picheiro, l’offensiva della SDF segnerà la fine delle molte violenze a cui è costretta l’intera popolazione. Le donne sono inoltre frequentemente abusate o trattate come schiave dagli jihadisti.

Martedì 13 Giugno, l’Ufficio per la Coordinazione degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite ha definito “disperata” la situazione a Raqqa. Mancano infatti beni di prima necessità come cibo, medicine e carburante.

Gli aiuti non sono giunti neanche successivamente all’attuazione della de-escalation - progressiva riduzione dell’impegno militare, nda - nelle zone occidentali della Siria, fortemente sostenuta Russia, Turchia e Iran.

 

Steve Goose, alto funzionario dell’Human Right Watch, ha infine  denunciato l’utilizzo di armi al fosforo bianco, reagente chimico dal micidiale potere incendiario.

 

Fonte: BBC

 



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20 settembre                     

La Royal Air Force (RAF) ha mostrato un filmato dove un drone ferma una delle tante esecuzioni pubbliche portate avanti dal sedicente Stato Islamico in Siria.

Il reporter della BBC Jonathan Beale ha visitato il commando che coordina le campagne anti ISIS in Qatar.

Per la prima volta è stato permesso entrare nel luogo ai media inglesi.

Clicca qui per vedere il video

Fonte: BBC

 



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24 giugno

Arabia Saudita - Sventato un attacco terroristico nella Grande Moschea della Mecca, il sito archeologico islamico più importante.

Secondo quanto riferito dal Ministro degli Interni saudita, un attentatore suicida si è fatto esplodere non appena le forze dell'ordine hanno circondato il palazzo in cui si trovava. L'edificio è crollato in seguito all'esplosione ferendo 11 persone, inclusi alcuni agenti. Cinque sospetti sono stati arrestati.

In questi giorni milioni di musulmani sono riuniti alla Mecca per celebrare la fine del Ramadan.

Le autorità saudite non hanno ancora rilasciato ulteriori dettagli.

Negli ultimi anni il paese è stato obiettivo di diversi attacchi terroristici. Numerosi quelli dello Stato Islamico contro la minoranza sciita.

L'Arabia Saudita fa parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti che combatte Daesh in Siria e Iraq.

Fonti: BBC

 



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25 luglio                     

Le forze di sicurezza israeliane hanno tolto i metal detector dall'entrata della moschea di Aqsa situata presso la Città Vecchia di Gerusalemme. La decisione è stata presa dal governo nella speranza di porre fine ai sanguinosi scontri dei giorni scorsi.

I metal detector erano stati installati in seguito ad una sparatoria avvenuta il 14 luglio davanti alla moschea, durante la quale due poliziotti hanno perso la vita. Il gesto aveva suscitato le proteste da parte della comunità palestinese, portando a diversi scontri verificatisi nei giorni scorsi.

Nonostante i controlli siano stati rimossi, la Palestina ha dichiarato che il gesto è comunque inaccettabile.

Fonte: Reuters

 



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24 settembre                     

La Turchia ha intensificato le proprie truppe nel nord della Siria, territorio dominato da gruppi jihadisti. Secondo due ufficiali la Turchia sta rafforzando il proprio coinvolgimento militare nel conflitto e intensificando la cooperazione con la Russia.

All'inizio di questa settimana le truppe di terra equipaggiate per creare degli accampamenti temporanei hanno iniziato a spostarsi verso dei territori cuscinetto al confine tra Turchia e Siria.

Secondo il Financial Times tali movimenti dimostrano uno sforzo da parte del governo di Ankara nel rispettare l'accordo di tregua ad Idlib, provincia di ribelli a nord della Siria controllata da truppe di al Qaeda. Accordo stipulato tra Turchia, Russia e Iran.

Fonte: Financial Times

 



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19 marzo

Ancora scontri a est della periferia di Damasco tra ribelli e forze governative.

Gli islamisti hanno infatti fatto esplodere due autobombe nel quartiere di Jobar, per poi assaltare i presidi dell'esercito siriano. Strategico l'utilizzo di alcuni tunnel appositamente scavati nelle vicinanze. Immediata la risposta di Assad: una squadriglia di caccia ha bombardato l'intera area.

Secondo il Syrian Observatory for Human Rights, gli islamisti hanno sferrato l'attacco per tentare di scoraggiare ulteriori incursioni delle truppe regolari nel quartiere.

Tra le aree urbane controllate dai ribelli, il quartiere Jobar è il più vicino al centro di Damasco. Continui sono gli scontri con le truppe del governo, costantemente affiancate da quelle alleate in un conflitto di cui ancora non si riesce a vedere la fine.

La scorsa settimana trentun persone hanno perso la vita in un attentato nel centro di Damasco. A poche ore di distanza, venti clienti in un ristorante nella zona occidentale della città sono rimasti feriti in un attacco suicida.

Dopo sei anni esatti dal suo scoppio, la guerra continua a uccidere in Siria.

Fonte: BBC

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27 Agosto                     

Dubai, 25 agosto - Un attacco aereo ha colpito un edificio nella capitale dello Yemen, Sanaa, provocando la morte di 12 persone tra cui sei minori.

Fra le aree maggiormente colpite, quella di Faj Attan ha versato il più alto tributo di sangue. I soccorritori hanno infatti estratto dalle macerie i corpi di sei bambini. Di questi, tre non avevano ancora compiuto dieci anni.

Fonti locali hanno riferito a Reuters che gli aerei appartenevano alla coalizione saudita che combatte il movimento Houthi. Il suo portavoce ha infatti dichiarato:“le forze aeree saudi-americane sono responsabili dell’ennesima strage fra la popolazione”. 

Gli edifici colpiti si trovavano nelle vicinanze di una base militare: probabilmente il reale obiettivo del raid, dati i numerosi missili terra-aria stoccati al suo interno.

L’ufficio Diritti Umani delle Nazioni Unite ha annunciato l’apertura di un’indagine. Lo scorso mercoledì, infatti, era stato bombardato un hotel nei pressi di Sanaa: 30 i civili uccisi. 

Fonte: Reuters

 



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8 Agosto                     

Sanaa - la banca nazionale del sangue in Yemen rischia la chiusura per mancanza di fondi. Secondo il direttore della banca un'organizzazione internazionale di beneficenza ha smesso di supportare la causa della banca dopo due anni di collaborazione.

La World Health Organization delle Nazioni Unite ha dichiarato cercherà di aiutare mandando ulteriori rifornimenti.

Secondo le fonti ufficiali molti ammalati di cancro, talassemici e vittime della guerra civile ne risentirebbero fortemente se la banca chiudesse

Fonte: Reuters

 



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