12 giugno

Lunedì 12 giugno sono sbarcati 1200 migranti, soccorsi nel Mediterraneo e distribuiti tra Palermo, Catania e Lampedusa.

A Palermo sono arrivate 738 persone scortate da Vos Prudence, la nave di Medici Senza Frontiere. Tra queste, 30 donne incinte, 53 bambini non accompagnati e un morto.

Altri 356 sono stati invece condotti a Catania da una nave di Frontex. Tra questi, sei donne e due uomini sono deceduti durante il viaggio. 

Infine a Lampedusa sono arrivati 102 migranti i  quali, dopo esser stati soccorsi dalla Capitaneria di Porto dell'isola, attendono il trasferimento insieme a duecento persone tratte in salvo nei giorni scorsi.

Fonti: ANSAmed

 



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24 GENNAIO

GERMANIA — Tra la notte di sabato 21 e domenica 22 gennaio, durante un’operazione anti-terrorismo a Neuss, nel North Rhine-Westphalia, è stato arrestato un ventunenne originario dell’Albania. Il ragazzo pare che avesse dei legami con il giovane fermato due giorni fa a Vienna. Infatti, come dichiarato dal portavoce della Procura di Düsseldorf: “il presunto terrorista avrebbe ospitato il neo-jihadista nei giorni scorsi”. I due erano entrambi affiliati a Daesh e stavano progettando di colpire la stazione metropolitana di Vienna. In particolare, il giovane albanese sarebbe stato accusato “di architettare un attentato contro dei poliziotti”.

Secondo fonti locali, durante il blitz non sarebbero stati rinvenuti né armi né esplosivi. Comunque sia gli investigatori hanno sequestrato il computer e delle chiavette USB.

Gli agenti di sicurezza austriaci e la German Federal Criminal Police hanno cooperato per portare avanti l’operazione anti-terrorismo. Entrambi i governi si sono dichiarati soddisfatti di come stiano procedendo i controlli di sicurezza per contrastare il terrorismo. In particolare, Ralf Jäger, Ministro degli Interni tedesco del North Rhine-Westphalia, ha dichiarato che “l’arresto dimostra come le forze dell’ordine stiano lavorando in maniera efficiente, tempestiva e fiduciosa nel combattere il terrorismo”.

Nel frattempo il sospetto terrorista austriaco di 17 anni (e non di 18 come erroneamente riportato nei giorni scorsi), di nome Lorenz K., è stato trasferito al carcere di Justizanstalt Josefstadt domenica pomeriggio. Secondo diverse fonti, Lorenz potrebbe essersi radicalizzato in carcere tra il 2014 e il 2015.

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13 aprile

Anche il secondo indagato per l'attacco al bus del Borussia Dortmund è estraneo ai fatti. Il sospettato è un 28enne tedesco residente a Froendenberg, vicino a Dortmund. La procura federale tedesca ne ha infatti autorizzato la perquisizione dell'appartamento, senza trovare alcuna prova a suo carico.

Gli investigatori sono tuttavia certi che si tratti di  terrorismo. Gli ordigni non potevano essere stati assemblati da sprovveduti, ma da mani esperte per provocare il maggior numero di danni possibile. Il rinvenimento di punte metalliche sul luogo dell'esplosione ne è infatti una prova. La polizia ha inoltre ritrovato tre lettere di rivendicazione in cui si chiedeva la chiusura della base militare americana di Ramstein e il ritiro dei Tornado tedeschi dalla Siria.

Le dinamiche dell'attentato sono tuttavia al vaglio delle autorità. L'ISIS non è solito lasciare lettere di rivendicazione e non ha mai chiesto la chiusura di una base militare occidentale. Senza contare che le missive non contengono simboli dello Stato Islamico. Non si eslude pertanto il possibile coinvolgimento di tifosi violenti o estremisti di destra.

Si attendono ulteriori aggiornamenti.

Fonte: ANSA

 

 

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17 SETTEMBRE                     

Sabato sera è stato arrestato un altro uomo collegato all’attacco alla metropolitana di Londra - fermata di Parsons Green - di venerdì 14 settembre. Si tratta di un ragazzo di 21 anni che al momento della cattura si trovava a Hounslow, Londra occidentale.

Il Segretario di Stato per gli Affari Interni, Amber Rudd, ha comunicato alla BBC che il livello d’allerta è stato ridotto da “critico” a “grave”. Ciò significa che un secondo attacco nella prima città d’Inghilterra non è più imminente, ma altamente probabile.

 

La polizia ha perquisito un’abitazione di Stanwell nel Surrey perché riconducibile al fermato.

 

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23 marzo

Bruxelles – Un 39enne francese di origini tunisine è stato arrestato ad Anversa. Secondo le prime indiscrezioni l’uomo, a bordo di una Citroën rossa, sarebbe stato fermato poco prima di entrare a tutta velocità nella zona pedonale della città.

Solo il tempestivo intervento della polizia ha impedito l’ennesima strage, essendo la zona molto frequentata soprattutto al mattino. Nella sua auto sono stati infatti trovati dei coltelli, un fucile e una tanica contenente del liquido non ancora identificato.

L’Ufficio del Pubblico Ministero federale ha dichiarato che l’uomo, di nome Mohamed R., è residente in Francia.

L’arresto si è verificato all’indomani sia della commemorazione dell’attentato a Bruxelles - dove il 22 Marzo 2016 hanno perso la vita trentadue persone - sia dell’attacco a Londra, il cui tragico bilancio è finora di quattro morti e quaranta feriti.

 

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17 Agosto                     

Un furgone è penetrato a tutta velocità nella zona pedonale di una delle  Ramblas, i corsi principali della città, investendo numerosi passanti. Molti coloro che hanno cercato riparo all’interno dei vari esercizi commerciali. Le autorità spagnole hanno dichiarato che almeno dieci persone sono morte, mentre i feriti sono circa novanta. Di questi, dieci versano in gravi condizioni negli ospedali cittadini.

Alcuni testimoni oculari hanno riferito che l’autista del furgone si è lanciato volontariamente contro la folla per poi fuggire a piedi, barricandosi infine all’interno di un ristorante turco, prima di essere arrestato e identificato. È Driss Oukabir, un cittadino magrebino con numerosi precedenti. Secondo le autorità l’uomo aveva anche alcuni complici: è per questo che considerano l’accaduto come un attacco terroristico organizzato.

Tom Markwell, un turista di New Orleans, ha dichiarato: “ho visto il furgone. Stava zigzagando, cercando di colpire le persone il più velocemente possibile”.

Fonte: BBC

 



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5 luglio                     

Bruxelles - Alle prime luci dell'alba di martedì 5 luglio un blitz della polizia ha portato all'arresto di due uomini di nazionalità belga per presunte attività terroristiche. 

L’operazione è stata condotta in collaborazione con la gendarmerie francese, la quale ha arrestato cinque persone nei pressi del confine con il Belgio.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i fermati fanno parte di un gruppo di motociclisti chiamato Kamikaze Riders, composto principalmente da individui di origine nordafricana e ritenuto in contatto con gruppi jihadisti.

Tra gli oggetti sequestrati, due uniformi di polizia e protezione civile hanno portato gli inquirenti a ipotizzare che i fermati volessero camuffarsi per realizzare un attentato. Ad avvalorare i sospetti degli investigatori, il rinvenimento di tre mitragliatrici, due pistole e quattro detonatori.

Fonte: Reuters

 



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20 giugno

Belgio –  Verso le 21 un uomo ha provocato un’esplosione di lieve entità nella Stazione Centrale di Bruxelles, riporta la BBC. I militari hanno immediatamente aperto il fuoco contro l’attentatore, neutralizzandolo. Al momento non si conta alcun ferito.

La polizia ha dichiarato che la situazione è sotto controllo. Evacuate la stazione e la “Grand Place”. 

Secondo la BBC e La Libre, l’attentatore indossava uno zaino e una cintura esplosiva. L’uomo avrebbe attivato l’innesco non appena è stato notato dai militari.  Secondo diversi testimoni, prima della detonazione, avrebbe gridato “Allahu Akbar”.

Si attendono ulteriori aggiornamenti.

Fonti: BBC

 



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7 aprile

Svezia -Un camion ha investito diversi pedoni in centro a Stoccolma, provocando tre morti e diversi feriti. Intorno alle 15.00 ora locale un veicolo è uscito di strada a Drottninggatan, una nota zona pedonale della città,  schiantandosi contro un negozio.

Sono stati anche avvertiti alcuni spari. 

Il veicolo è di proprietà del birrificio Spendrups, che aveva denunciato il sequestro poco prima.

Non si esclude la pista terroristica per il momento.

Si attendono ulteriori aggiornamenti.

Fonte: Reuters

 

 

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12 maggio

Un massiccio attacco informatico sta colpendo migliaia di organizzazioni, università ed aziende in tutto il mondo. Ad ogni computer infetto è stato chiesto un riscatto di $300 in Bitcoin per poter essere sbloccato.

Secondo la BBC, al momento l’attacco ha colpito 74 Paesi, inclusi Regno Unito, USA, Cina, Russia, Spagna, Italia e Taiwan. Tra gli istituti colpiti, vi sono l’UK National Health Service, la compagnia energetica Iberdrola, il colosso delle telecomunicazioni spagnolo Telefonica ed alcune università italiane.

Diversi esperti di sicurezza informatica ipotizzano che il responsabile sia un gruppo conosciuto come “The Shadow Brokers”, recentemente accusato di aver sottratto diversi strumenti di hacking all’agenzia di sicurezza statunitense NSA.

Il virus usato, secondo la BBC, si chiama “Wannacry”, ed è in grado di criptare i file dei dispositivi elettronici, rendendoli inutilizzabili. Per poterli decifrare, bisogna pagare il riscatto richiesto.  Il malware, spiegano gli informatici, probabilmente si è diffuso attraverso un virus particolarmente insidioso noto come “worm”. E’ pericoloso in quanto riesce a muoversi per il pc autonomamente, senza che nessuno se ne accorga. Una volta che Wannacry si è insediato all’interno del sistema informatico di un’organizzazione, andrà ad infettare le macchine più vulnerabili. A marzo Microsoft aveva rilasciato un patch per arginare le vulnerabilità, ma alcuni sistemi non l’hanno ancora installato.

Fonti: BBC

 

 

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22 marzo

Londra – E’ questo il bilancio provvisorio dell’attentato avvenuto alle 15.30 - ora locale - tra il ponte e il Palazzo di Westminster, a Londra. Secondo quanto dichiaratodal portavoce dell’Ospedale St. Thomas, alcune delle vittime ricoverate sono in gravi condizioni. Tre sono studenti di un liceo francese.

L’uomo, a bordo di un suv Hyundai i40 grigio, ha dapprima investito numerosi passanti sul ponte di Westminster. Tra questi, una donna caduta nel Tamigi è stata prontamente recuperata e trasportata in ospedale. La vettura si è quindi schiantata contro le recinzioni di Westminster. Sceso dalla macchina nel tentativo di irrompere nel Palazzo, l’attentatore ha aggredito con un coltello una delle guardie a un ingresso del compound. Liberatosi anche della seconda intervenuta per aiutare il collega ferito - ai cui soccorritori si è aggiunto anche il ministro Ellwood - l’uomo ha tentato di attraversare il cortile del Parlamento. A quel punto sono però intervenuti due poliziotti in borghese. Dopo avergli intimato di arrendersi, al suo rifiuto uno dei due ne ha arrestato la corsa sparando. L’attentatore - un uomo di colore sulla quarantina, secondo le prime testimonianze - è morto dopo essere stato trasportato in ospedale.

Dalle prime indiscrezioni di al Arabiya, il terrorista potrebbe essere Trevor Brooks, conosciuto anche come Abu Ezzeddine. L’uomo - un imam di Clapton già noto all’Intelligence britannica - aveva fatto perdere le proprie tracce nel 2015.

La seduta parlamentare è stata immediatamente sospesa. L’intero compound di Westminster è stato quindi locked down. Il Primo Ministro Theresa May è stata fatta salire a bordo di una Jaguar e scortata fuori dal Palazzo.

La polizia di Scotland Yard ha dichiarato che si tratta di un attacco terroristico.

Si attendono ulteriori aggiornamenti.

 

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27 marzo

Londra – Proseguono senza sosta le indagini su Khalid Masood, l’autore dell’attentato di Westminster. Secondo quanto dichiarato da Scotland Yard, il terrorista avrebbe eseguito l’ordine dello Stato Islamico di attaccare sia la polizia che i civili. Tuttavia, dalle indagini non risulta il coinvolgimento di altre persone nell’attentato.

Gli inquirenti hanno confermato che l’attentatore, nel 2005, ha cambiato il nome da Adrian Ajou a Khalid Masood. Sempre in quel periodo, Khalid si è sposato con Farzana Malik, musulmana, assistente di marketing a Medway.

Secondo Mark Ashdown, ex-compagno di scuola di Masood, l’uomo si sarebbe convertito all’Islam durante il periodo di detenzione. Tuttavia, non è stato ancora dimostrato né che l’attentatore si fosse davvero radicalizzato in prigione nel 2003, né che fosse legato ad Al-Qaeda o allo Stato Islamico.

Seguono aggiornamenti.

Fonte: Guardian

 

 

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28 giugno                     

Nella giornata di mercoledì l’Italia ha fatto appello all’Unione Europea per i sempre più frequenti sbarchi di migranti sulle proprie coste. Se lasciata sola, Roma potrebbe addirittura chiudere le sue frontiere marittime.

Tutte le navi di salvataggio che operano nel Mediterraneo approdano in territorio italiano, portando a una situazione sempre più insostenibile. Solo nelle ultime 48 ore sono sbarcati 12000 migranti, molti dei quali da navi di ong straniere.

L'avvertimento di Roma all’Unione Europea è sintomatico delle difficoltà italiane nel fronteggiare la situazione. Tuttavia, se il Parlamento Europeo non adotterà adeguati provvedimenti, il divieto di sbarco per le navi di salvataggio non italiane potrebbe essere realmente disposto.

Roma ha inoltre confermato che le proprie navi continueranno a portare avanti le missioni di salvataggio. In tal caso, non sarebbe tuttavia possibile garantire un'efficace azione di contrasto al traffico di migranti.

A tal proposito, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dichiarato che “si tratta di un fenomeno epocale che non si può risolvere alzando muri, anche se la sicurezza dei cittadini italiani rappresenta un'esigenza prioritaria”.

Fonti: ReutersAnsa

 



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26 giugno

Johan Gustafsson, 42enne prigioniero di Al-Qaeda, è stato rilasciato in Mali dopo sei anni di prigionia. A comunicarlo, il Ministro degli Esteri svedese Margot  Wallström nel pomeriggio di lunedì.

Gustaffson era stato catturato nel 2011 dall’organizzazione terroristica Al Qaeda nel Magreb Islamico (AQIM) assieme ad altri due uomini, uno dei quali era riuscito a fuggire nel 2015 durante un raid delle forze speciali francesi.

Il ministro Wallström ha dichiarato che la liberazione del cittadino svedese è il risultato della cooperazione tra le autorità di Stoccolma e quelle malesi.

AQIM aveva catturato numerosi occidentali prima che nel 2013 il governo francese schierasse le proprie forze nel paese.

Telefonando a Gustaffson sul volo che lo sta riportando in patria, Wallström ha detto di averlo sentito “felice e di buonumore”.

Fonti: BBC

 



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6 giugno

Parigi - Martedì 6 giugno, ore 16. Nei pressi della Cattedrale di Notre Dame la polizia ha sparato a un uomo che si era scagliato contro un agente, brandendo un coltello dalla lama non inferiore ai dodici centimetri.

Come dichiarato dal Ministro degli Interni, l’uomo ha gridato “Questo è per la Siria” durante l’azione. La Procura ha già aperto un’inchiesta per terrorismo, coadiuvata dall’anti-terrorismo e dalla Direzione Generale per la sicurezza interna.

Il poliziotto ha riportato lievi ferite al collo giudicate guaribili in pochi giorni. Il sospetto, al momento ricoverato in ospedale, portava con sé alcuni coltelli da cucina e una carta di identità di uno studente algerino di cui non ha saputo fornire spiegazioni convincenti.  

Novecento le persone rimaste all’interno della Cattedrale, sorvegliate da funzionari della Prefettura mentre la gendarmerie eseguiva i rilievi del caso. La situazione è tornata alla normalità verso le 17.30.

fonti: Le Monde 

 



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9 giugno

Un uomo armato di coltello ha fatto irruzione presso un centro di collocamento a Newcastle, prendendo in ostaggio sei dipendenti.

Sulla scena sono intervenuti i negoziatori, avviando le trattative col sequestratore. Le strade attorno al centro di collocamento, così come la stazione metropolitana, sono state chiuse fino a nuove disposizioni. Evacuati anche gli adiacenti alloggi per studenti.

Attorno alle 10.20, la polizia ha dichiarato che tutti gli ostaggi sono stati rilasciati, mentre il sequestratore è rimasto ancora all’interno dell’edificio. Nessuno di loro è rimasto ferito. Sul posto sono intervenuti anche gli artificieri.

Secondo la polizia di Northumbria non ci sono evidenze che si tratti di un’azione terroristica.

 

Si attendono ulteriori aggiornamenti.

Fonti: The Guardian

 



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9 maggio

Ginevra - Venerdi 5 maggio le Nazioni Unite hanno rilasciato un comunicato di Agnes Callamard, la funzionaria che si occupa del rispetto dei diritti umani nelle Filippine.

Callamardha chiarito che la sua presenza nel paese è dovuta alla partecipazione a una conferenza sulle droghe, spiegando che è routine per i relatori dell'ONU prendere parte a diversi eventi, anche in forma non ufficiale.

L’ambasciatrice ha inoltre spiegato di non condurre nessuna indagine per conto dell'agenzia e pertanto non inoltrerà alcun rapporto al Consiglio dei Diritti Umani.

Nel comunicato Callamard ha respinto le dichiarazioni del portavoce del presidente Duterte, il quale sostiene di non essere stato avvisato anticipatamente della visita. La funzionaria ha infatti affermato che non solo aveva ricevuto risposta alle proprie mail, ma anche che era rimasta in contatto telefonico con gli uffici del presidente almeno fino al pomeriggio di giovedì 4 maggio.

Callamard ha infine precisato di non aver ancora accettato l’invito a condurre una visita ufficiale per le condizioni impostele, poiché le impedirebbero di svolgere regolarmente le proprie attività. Tuttavia la funzionaria farà il possibile per raggiungere un accordo con il governo filippino per pianificare un incontro il prima possibile.

Fonte: United Nations 

 

 

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9 maggio

Nel giorno in cui sulla Piazza Rossa sfilano le forze armate di quella che fu la potenza sovietica per celebrare la vittoria sui tedeschi nella seconda guerra mondiale, lo Stato Islamico ha diffuso sul web un video di circa dodici minuti in cui viene ripresa la decapitazione di un presunto ufficiale dell’intelligence russa. A riportare la notizia, l’agenzia Reuters.

Nel filmato Ievgheni Petrenko, il nome del militare diffuso dai miliziani, viene sottoposto a una sorta di interrogatorio, nel quale viene più volte deriso per la sostanziale inutilità delle operazioni che il suo esercito e quello di Assad stanno attuando per la cacciata di Daesh dalla Siria. Dopo le ormai rituali minacce a Putin e alla Russia, una voce fuori dall’inquadratura pronuncia frasi sconcertanti. A una di queste - “Quest’idiota crede ancora che il suo paese possa salvarlo” - segue l’ingresso sulla scena di un uomo dalla folta barba, vestito in mimetica scura e armato di machete. Poco dopo, il cadavere del presunto ufficiale russo giace riverso a terra in un lago di sangue.

Il ministro della difesa di Mosca, come riporta la Tass, ha immediatamente bollato come propaganda il video diffuso, affermando che tutti gli uomini attualmente stanziati in Siria sono vivi e continuano a combattere contro Daesh. Ha invece speso parole dure contro certi media rei di amplificare le falsità dei terroristi, così da rendere sempre più complicato risalire alle notizie reali.

“La pagheranno cara, se il video risulterà attendibile”, ha infine avvertito il senatore russo Vikor Ozerov.

Fonti: ANSAReuters

 

 

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Ultime notizie da Vienna sul potenziale attacco terroristico sventato

22 GENNAIO

AUSTRIA — Nella giornata di venerdì la polizia austriaca ha arrestato un ragazzo di diciotto anni sospettato di star pianificando un attentato terroristico a Vienna.

Fonti interne alla polizia hanno confermato di aver ricevuto avviso del potenziale attacco dalle intelligence di diversi paesi amici e di aver così rafforzato nelle ultime settimane il sistema di sicurezza nella capitale, sempre gremita da turisti stranieri.

Secondo gli investigatori il sospettato avrebbe aderito al salafismo, una corrente di pensiero sunnita caratterizzata da un profondo conservatorismo e in alcuni casi intransigenza e intolleranza. Il ministro degli interni Wolfgang Sobotka ha dichiarato che il ragazzo, già noto alle autorità per crimini minori, è un cittadino austriaco appartenente al “milieu albanese” con possibili legami con estremisti islamici. Secondo le prime ricostruzioni il piano originale del sospettato sarebbe stato quello di recarsi in Germania per fabbricare delle bombe che successivamente avrebbe posizionato in diverse stazioni della metropolitana di Vienna. L’idea era far detonare gli ordigni simultaneamente. Sobotka ha poi aggiunto che dietro alle azioni il ragazzo potrebbe celarsi “un network più ampio”.

Il direttore generale per la pubblica sicurezza del ministero degli interni di Vienna Konrad Kogler si è espresso sulla vicenda affermando che “ci sono prove che suggeriscono che il sospettato stesse pianificando un attacco imminente a Vienna”, aggiungendo inoltre che l’attacco alla metropolitana fosse considerato come “uno degli scenari possibili”.

Il ragazzo è attualmente in custodia cautelare con l’accusa di appartenere ad un’organizzazione terroristica. Già nel 2014 era stato fermato un ragazzo di 14 anni sospettato di essere in contatto con sostenitori del sedicente Stato Islamico. Lo stesso ragazzo è stato poi condannato nel maggio 2015 con l’accusa di terrorismo.

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