11 settembre                     

Ibrahim Metwaly, avvocato egiziano che stava indagando sul caso Regeni è scomparso domenica 10 settembre al Cairo. L'uomo è stato avvistato l'ultima volta la mattina di domenica mentre stava per imbarcarsi sul volo Egyptair MS 771 in direzione di Ginevra dove avrebbe dovuto partecipare ad una riunione delle Nazioni Unite sui diritti umani.

Metwaly fa parte dell'Egyptian Commission for Rights and Freedom, associazione che sta aiutando la famiglia Regeni dopo la scomparsa del figlio Giulio, ricercatore di Cambridge scomparso sempre al Cairo il 25 gennaio 2016 e ritrovato ucciso brutalmente. L'uomo era anch'esso padre di un ragazzo scomparso in Egitto.

Riccardo Noury portavoce italiano dell'organizzazione per i diritti umani Amnesty International ha dichiarato che: "non è un caso che i difensori dei diritti umani vengano bloccati quando stanno per andare ad una conferenza. Siamo molto preoccupati. I provvedimenti negativi presi solo nell’ultima settimana dal governo cominciano ad essere tanti. A cominciare dalla chiusura del sito di Human Rights Watch e di quello dell’Egyptian Commission for Rights and Freedom." come riportato sul Corriere della Sera.

Si attendono ulteriori aggiornamenti.

Fonte: Corriere della Sera

 



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21 luglio                     

La corte di giustizia di Istanbul ha nuovamente ordinato l'arresto di quattro attivisti recentemente rilasciati, tra loro anche il direttore locale del gruppo per i diritti umani Amnesty International.

Due settimane fa almeno dieci attivisti erano stati arrestati mentre partecipavano ad un workshop tenutosi ad Istanbul. Molti erano stati rilasciati nella giornata di martedì 19 luglio mentre sei del gruppo sono rimasti in carcere con l'accusa di appartenere ad organizzazioni terroristiche.

Fonte: Reuters

 



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9 maggio

Ginevra - Venerdi 5 maggio le Nazioni Unite hanno rilasciato un comunicato di Agnes Callamard, la funzionaria che si occupa del rispetto dei diritti umani nelle Filippine.

Callamardha chiarito che la sua presenza nel paese è dovuta alla partecipazione a una conferenza sulle droghe, spiegando che è routine per i relatori dell'ONU prendere parte a diversi eventi, anche in forma non ufficiale.

L’ambasciatrice ha inoltre spiegato di non condurre nessuna indagine per conto dell'agenzia e pertanto non inoltrerà alcun rapporto al Consiglio dei Diritti Umani.

Nel comunicato Callamard ha respinto le dichiarazioni del portavoce del presidente Duterte, il quale sostiene di non essere stato avvisato anticipatamente della visita. La funzionaria ha infatti affermato che non solo aveva ricevuto risposta alle proprie mail, ma anche che era rimasta in contatto telefonico con gli uffici del presidente almeno fino al pomeriggio di giovedì 4 maggio.

Callamard ha infine precisato di non aver ancora accettato l’invito a condurre una visita ufficiale per le condizioni impostele, poiché le impedirebbero di svolgere regolarmente le proprie attività. Tuttavia la funzionaria farà il possibile per raggiungere un accordo con il governo filippino per pianificare un incontro il prima possibile.

Fonte: United Nations 

 

 

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26 luglio                     

Il presidente Trump ha annunciato che d'ora in poi sarà vietato ai transessuali di entrare a far parte dell'esercito americano a qualsiasi titolo. In un tweet ha dichiarato di essersi consultato con gli esperti militari e che i transessuali causerebbero "enormi spese mediche e disturbi".

Proprio l'anno scorso l'amministrazione di Obama aveva annunciato che i transessuali avrebbero potuto fare i militari apertamente. Tuttavia a giugno il Segretario della Difesa James Mattis aveva annunciato un rinvio di sei mesi per l'ammissione di individui transgender nell'esercito.

Fonte: BBC

 



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28 luglio                     

Un Tribunale turco ha richiesto il rilascio di sette giornalisti membri della redazione della testata giornalistica di opposizione Cumhuriyet. I giornalisti erano stati arrestati assieme ad altri 10 membri, ancora in carcere per il momento e in attesa che il processo continui.

Gli arrestati erano giornalisti e direttori della testata in questione ed erano stati accusati di aver aiutato un'organizzazione terroristica. Se giudicati colpevoli potrebbero incorrere in una pena pari a 43 anni di prigione.

Fonte: BBC

 



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