24 GENNAIO

GERMANIA — Tra la notte di sabato 21 e domenica 22 gennaio, durante un’operazione anti-terrorismo a Neuss, nel North Rhine-Westphalia, è stato arrestato un ventunenne originario dell’Albania. Il ragazzo pare che avesse dei legami con il giovane fermato due giorni fa a Vienna. Infatti, come dichiarato dal portavoce della Procura di Düsseldorf: “il presunto terrorista avrebbe ospitato il neo-jihadista nei giorni scorsi”. I due erano entrambi affiliati a Daesh e stavano progettando di colpire la stazione metropolitana di Vienna. In particolare, il giovane albanese sarebbe stato accusato “di architettare un attentato contro dei poliziotti”.

Secondo fonti locali, durante il blitz non sarebbero stati rinvenuti né armi né esplosivi. Comunque sia gli investigatori hanno sequestrato il computer e delle chiavette USB.

Gli agenti di sicurezza austriaci e la German Federal Criminal Police hanno cooperato per portare avanti l’operazione anti-terrorismo. Entrambi i governi si sono dichiarati soddisfatti di come stiano procedendo i controlli di sicurezza per contrastare il terrorismo. In particolare, Ralf Jäger, Ministro degli Interni tedesco del North Rhine-Westphalia, ha dichiarato che “l’arresto dimostra come le forze dell’ordine stiano lavorando in maniera efficiente, tempestiva e fiduciosa nel combattere il terrorismo”.

Nel frattempo il sospetto terrorista austriaco di 17 anni (e non di 18 come erroneamente riportato nei giorni scorsi), di nome Lorenz K., è stato trasferito al carcere di Justizanstalt Josefstadt domenica pomeriggio. Secondo diverse fonti, Lorenz potrebbe essersi radicalizzato in carcere tra il 2014 e il 2015.

Altro

16 aprile

L'ISIS ha utilizzato il gas come arma di combattimento a Mosul Ovest, a riportarlo è il generale Yahya Rasool del Comando unificato che si occupa di coordinare le operazioni contro lo Stato Islamico in Iraq.

Secondo il generale è già la seconda volta questa settimana che l'ISIS utilizza armi chimiche nelle offensive contro l'esercito iracheno. Sei soldati sono stati portati negli ospedali da campo in chiare condizioni di soffocamento e sono attualmente in ricovero. 

Per il momento non è ancora chiaro quale tipo di materiale chimico sia stato utilizzato, nel frattempo sono state consegnate delle maschere di protezione per tutti i soldati sul campo.

L'operazione delle forze irachene e alleate per liberare l'area ovest di Mosul è iniziata il 19 febbraio e sta causando la morte di centinaia di civili, utilizzati spesso come scudi umani da parte dello Stato Islamico.

Fonte: ANSA

 

 

Altro

16 febbraio

IRAQ –  La notizia risale a poche ore fa, una macchina colma di esplosivo è stata fatta saltare in aria a sud di Baghdad, nei pressi dell’area Sciita della città. L’esplosione è avvenuta vicino ad una concessionaria d’auto, 50 persone sono rimaste gravemente ferite nell’impatto mentre il numero delle vittime ammonta a 48.

Secondo la BBC quella di oggi sarebbe la terza esplosione nell’arco di tre giorni avvenuta nella capitale irachena; tra mercoledì e giovedì altri due attacchi avevano causato la morte di 24 persone. Il sedicente Stato Islamico ha rivendicato l’attacco specificando che l’obiettivo era “colpire un gruppo di Sciiti”.

Dall’inizio del 2017 i miliziani dello Stato Islamico hanno condotto una serie di attacchi suicida nella città di Baghdad, tuttavia quello di oggi è stato il più letale. Secondo la BBC le concessionarie d’auto sono considerate dai miliziani un luogo ideale per un attentato in quanto i veicoli carichi di esplosivo si confondono facilmente tra gli altri.

Si attendono ulteriori aggiornamenti

Fonte: BBC

 

Altro

17 luglio                     

Il comandante dell’antiterrorismo curdo sostiene di essere certo al 99% che Abu Bakr Al-Baghdadi, leader dello Stato Islamico, sia ancora vivo e si trovi in una città a sud di Raqqa, in Siria.

I soldati iracheni sono riusciti a porre fine all’occupazione dell’ISIS nella città di Mosul. Il gruppo terroristico sta subendo una grossa pressione nel territorio circostante Raqqa, a oggi la principale roccaforte di Daesh.

Qualora la morte di Al Baghdadi si rivelasse certa, i successori del leader del Califfato sarebbero due ex ufficiali dell'intelligence di Saddam Hussein.

Fonte: Reuters

 



Altro

20 GENNAIO

IRAQ — Lo Stato Islamico continua inesorabilmente a perdere territorio. Da un’analisi pubblicata dall’IHS Conflict Monitor è emerso infatti come nei soli primi sei mesi del 2016 i territori controllati dal sedicente Stato Islamico siano diminuiti del 12%, passando dai 78,000 Km2 del 2015 ai 68,300 km2 del luglio 2016, con perdite sia nell’Iraq occidentale che nel nord della Siria.  

Questo trend testimonia il fallimento del progetto del califfato islamico, tuttavia potrebbero esserci ripercussioni negative per l'Occidente. Come affermato infatti da Columb Strack, senior analyst dell’IHS, “uno delle conseguenze che sfortunatamente ci aspettiamo è l'aumento di attacchi terroristici e sabotaggi a infrastrutture economiche in tutta la Siria e l'Iraq, e anche oltre, Europa compresa”.

Intanto continua la controffensiva delle milizie sciite per riconquistare Mosul, seconda città più grande dell’Iraq dopo la capitale Baghdad, finita sotto il controllo degli jihadisti nel 2014. Nella giornata di Mercoledì le forze irachene hanno annunciato di aver ripreso il controllo della parte orientale della città, tuttavia l’operazione, lanciata nell’ottobre 2016, sta causando ingenti vittime tra popolazione civile che vive ancora all’interno delle zone colpite. Secondo l’Indipendent, la scorsa settimana 30 civili sono rimasti uccisi in seguito ad un raid aereo condotto dalle forze irachene che mirava a spingere l’ISIS fuori dalla città, mentre le Nazioni Unite stimano fossero 1.500.000 i civili che vivevano a Mosul all’epoca dell’inizio delle operazione e circa 400.000 quelli attualmente liberati.

Altro

22 luglio                     

I legislatori nelle Filippine hanno votato all'unanimità per estendere la legge marziale alla provincia di Mindanao, attualmente assediata dell'insorgenza di estremisti islamici.

La provincia è occupata infatti da miliziani legati al sedicente Stato Islamico, i quali da maggio si sono insediati in alcuni parti della città di Marawi.

La legge permette l'utilizzo di forze militari per far rispettare la legge e la detenzione per lunghi periodi senza capi d'imputazione. Il Presidente Rodrigo Duterte ha affermato che l'estensione fosse necessaria per affrontare l'insorgenza tuttavia le critiche sostengono sia parte di un piano per ottenere maggiore potere.

Fonte: BBC

 



Altro

4 luglio                     

L’ISIS ha bruciato vive dodici persone nei pressi di Kirkuk, zona in cui si concentra la resistenza degli jihadisti.

I civili sono stati sequestrati dai miliziani mentre tentavano di scappare da Huwaja. Secondo quanto riportato dalla polizia di Kirkuk, i civili sono stati chiusi in una gabbia, cosparsi di benzina e dati alle fiamme.

Fonte: Ansa

 



Altro

31 Agosto                     

La provincia di Ninive è stata completamente liberata dalla minaccia dell'ISIS, a comunicarlo il Primo Ministro iracheno Haider al-Abadi.

I miliziani dello Stato Islamico si erano spinti nella città di Ayadiya dopo che la provincia di Tal Afar era stata riconquistata dalle truppe militari irachene. Al momento restano sotto il controllo dell'ISIS poche aree nei centri abitati e nel deserto al centro e ovest dell'Iraq.

L'ISIS ha perso buona parte dei propri territori negli ultimi mesi. 

La battaglia ad Ayadiya è stata breve e violenta, non è ancora chiaro per il momento se siano rimasti civili nella città ma secondo le Nazioni Unite almeno 20.000 civili hanno abbandonato la regione di Tal Afar tra il 14 e il 22 agosto.

Fonte: BBC

 



Altro

27 GENNAIO

IRAQ — Continua la battaglia tra l’ISIS e le forze irachene per la liberazione di Mosul.

Secondo quanto riportato da Reuters sembra infatti che il sedicente Stato Islamico abbia riorganizzato le proprie milizie a Mosul ovest e posizionato diversi cecchini all’interno delle abitazioni situate nel versante occidentale del fiume Tigri.

Nei giorni scorsi il comandante della forze irachene impegnate nella riconquista della città aveva manifestato l’intenzione di oltrepassare il fiume, continuando così la liberazione del territorio, mentre il Primo Ministro Haider al-Abadi aveva annunciato che la zona est della città fosse ritornata sotto il controllo dell’esercito.

Mosul nel corso del tempo era diventata una delle principali roccaforti dell’ISIS. Come raccontato da un testimone a Reuters, gli jihadisti non solo uccidevano chiunque tentasse un contatto con il mondo esterno, ma negli ultimi giorni erano riusciti a prendere il controllo del principale centro medico della zona; una struttura costituita da una dozzina di edifici particolarmente utile come punto di osservazione ove collocare i tiratori scelti.

Nella battaglia per liberare la città irachena sono stati impiegati 100,000 uomini tra truppe irachene, milizie curde e paramilitari sciiti supportati dagli alleati statunitensi. Si tratta della più grande battaglia mai combattuta in Iraq dall’invasione degli Stati Uniti nel 2003.

Si stima che oltre 1.500.000 di persone vivessero a Mosul prima dell’inizio delle ostilità, mentre secondo le Nazioni Unite sono circa 400.000 le persone evacuate negli ultimi mesi. Tuttavia, come dichiarato martedì da Lisa Grande, humanitarian coordinator delle Nazioni Unite, la situazione rimane drammatica e “le notizie provenienti da Mosul ovest sono sconvolgenti”. Si pensa infatti che il numero dei morti e dei feriti abbia già raggiunto le decine di migliaia.

Altro

22 maggio

Domenica 21 maggio un attacco ha ucciso più di venti componenti del gruppo Ahrar Al-Sham nei pressi del loro quartier generale. Decine i feriti, alcuni dei quali versano in condizioni critiche. L’azione è stata rivendicata da Daesh tramite Amaq, la propria agenzia di stampa.

Come riporta il Syrian Observatory for Human Rights, due esplosioni hanno colpito la base del gruppo in un villaggio a est di Saraqeb, nella provincia di Idlib.

Un portavoce di Ahrar al-Sham ha dichiarato che un uomo a bordo di una moto si è diretto verso l’edificio facendo esplodere due ordigni. Il primo era inserito sotto la sella del veicolo. Il secondo su un corpetto indossato dallo stesso attentatore.

Sui social media sono apparsi alcuni fotogrammi - al momento al vaglio delle autorità - che ritraggono i cadaveri e i resti della motocicletta vicino alle rovine della presunta base del gruppo.

La provincia di Idlib è una delle principali roccaforti dei ribelli siriani. Dall’inizio della guerra civile è stata terreno di battaglia tra questi e lo Stato Islamico.

Gli scontri avvenuti all’inzio dell’anno hanno coinvolto sia i gruppi schierati con Ahrar Al-Sham, sia quelli come Hayat Tahrir Al-Sham alleati con al Qaeda.

Le forze del governo siriano ne hanno tratto vantaggio per riconquistare le aree che questi hanno occupato durante il conflitto, come quelle a sud di Damasco.

Fonte: Reuters

 



Altro

7 aprile

Il 3 aprile lo Stato Islamico ha rilasciato un audio di 36 minuti, in cui portavoce Abu Al-Hasan Al-Muhajir incita gli jihadisti di tutto il mondo ad attaccare Europa, Russia e Stati Uniti; a riportarlo Site Intelligence group.

Nella registrazione Al-Muhajir sottolinea come la guerra contro l'Occidente sia di portata globale, aggiungendo inoltre come gli Stati Uniti stiano andando incontro alla rovina, guidati "da un idiota che non sa cosa la Siria, o l'Iraq, o l'Islam siano" riferendosi al Presidente Donald Trump. 

L'audio è stato intitolato "Siate pazienti, la promessa di Allah è vera".

Fonte: ANSARaiNews

 

 

Altro

8 luglio                     

Ormai mancano poche ore alla definiva liberazione della città di Mosul, occupata sin dal 2014 dai miliziani dello Stato Islamico.

Secondo la televisione locale mancano ormai poche ore alla disfatta dell’ISIS e, nonostante i comandanti delle forze di liberazione non abbiano ancora comunicato la vittoria, alcuni soldati sono stati visti danzare nelle strade della città.

Non appena saranno conquistati i pochi metri di territorio mancanti si concluderà l’operazione di liberazione della città iniziata il 17 ottobre 2016 e portata avanti da truppe irachene e americane.

Fonte: BBC

 



Altro

17 febbraio

PAKISTAN – In risposta all'attentato di giovedì, questa mattina le forze di sicurezza pakistane hanno condotto una serie di raid in tutta la provincia del Sindh che hanno portato all'uccisione di oltre 30 miliziani del sedicente Stato Islamico. 

L’attentato di giovedì ha colpito il tempio sufista Lal Shahbaz Qalandar situato a Sehwan, città nel sud del paese. Un attentatore suicida si è fatto esplodere mentre i fedeli si erano radunati attorno all’edificio. Nell'attacco 80 persone sono rimaste uccise e oltre 250 ferite. L’ISIS ha successivamente rivendicato l’attacco.

Per lo Stato Islamico quello di giovedì è stato il sesto di una serie di attacchi portati avanti durante questa settimana in Pakistan.

I funerali per l’attentato nel tempio sudista Lal Shahbaz Qalandar si sono tenuti oggi e le autorità provinciali Sindh hanno annunciato tre giorni di lutto.  

Fonte: BBC

 

Altro

5 Agosto                     

Almeno 2000 combattenti estremisti dell'ISIS sono rimasti a Raqqa, principale roccaforte per lo Stato Islamico, a riferirlo un Ufficiale della coalizione USA.

L'operazione per liberare la città è iniziata lo scorso giugno e per il momento è stato recuperato il 45% del territorio. Non è chiaro quanti civili si trovino al momento nella città siriana, secondo una stima delle Nazioni Unite dovrebbero essere tra i 20000 e 50000.

Fonte: BBC

 



Altro

18 settembre                     

Le forze armate irachene hanno lanciato un'operazione che prevede l'attacco all'ultima roccaforte del sedicente Stato Islamico in Siria. 

Soldati, la polizia provinciale di Anbar e combattenti arabi sunniti hanno iniziato a dirigersi verso la provincia di Ana nella mattinata di martedì 19 settembre, il loro cammino è stato inizialmente rallentato da diverse trappole esplosive presenti lungo la strada. A riferirlo sono state delle fonti militari alla BBC. 

Ana, città a 90 km dal confine siriano è una delle tre città irachene sotto il giogo dell'ISIS.

Fonte: BBC

 



Altro

17 giugno

Gli investigatori della Sezione Crimini di Guerra delle Nazioni Unite hanno dichiarato che la coalizione guidata dagli Stati Uniti ha momentaneamente sospeso l’impiego dell’aviazione contro la città siriana di Raqqa.

Negli ultimi giorni, i soldati delle forze democratiche siriane (SDF) circondato la città. La coalizione ritiene infatti che  proprio la presa di Raqqa “darà un colpo decisivo” a Daesh.

Non è ancora quantificabile il numero dei civili intrappolati al suo interno. I funzionari delle Nazioni Unite ne stimano circa 100mila.Secondo Paolo Picheiro, l’offensiva della SDF segnerà la fine delle molte violenze a cui è costretta l’intera popolazione. Le donne sono inoltre frequentemente abusate o trattate come schiave dagli jihadisti.

Martedì 13 Giugno, l’Ufficio per la Coordinazione degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite ha definito “disperata” la situazione a Raqqa. Mancano infatti beni di prima necessità come cibo, medicine e carburante.

Gli aiuti non sono giunti neanche successivamente all’attuazione della de-escalation - progressiva riduzione dell’impegno militare, nda - nelle zone occidentali della Siria, fortemente sostenuta Russia, Turchia e Iran.

 

Steve Goose, alto funzionario dell’Human Right Watch, ha infine  denunciato l’utilizzo di armi al fosforo bianco, reagente chimico dal micidiale potere incendiario.

 

Fonte: BBC

 



Altro

20 settembre                     

La Royal Air Force (RAF) ha mostrato un filmato dove un drone ferma una delle tante esecuzioni pubbliche portate avanti dal sedicente Stato Islamico in Siria.

Il reporter della BBC Jonathan Beale ha visitato il commando che coordina le campagne anti ISIS in Qatar.

Per la prima volta è stato permesso entrare nel luogo ai media inglesi.

Clicca qui per vedere il video

Fonte: BBC

 



Altro

11 maggio

Le forze di sicurezza del Tagikistan hanno arrestato il figlio maggiore dell’ex comandante delle forze dell’ordine della capitale che due anni fa era passato allo Stato Islamico. Il ragazzo stava tentando di raggiungere il padre.

Il disertore è il colonnello Gulmurod Khalimov ed era stato addestrato nei nuclei dell’antiterrorismo prima di arruolarsi nell’ISIS. Lo scorso agosto gli Stati Uniti avevano offerto più di tre milioni di dollari per avere informazioni su di lui. Washington sostiene che Khalimov sia la principale guida della locale cellula dello Stato Islamico che sta conducendo diversi attacchi in numerose aree.

Il figlio dell’ex colonnello si chiama Bekhruz e ha 18 anni. È stato intercettato venerdì 28 aprile mentre tentava di spostarsi da Dushanbe a Mosca. Ora è detenuto in attesa del processo, in quanto gli sono stati negati i domiciliari essendo figlio di un traditore dello Stato.

È il maggiore degli otto figli che Gulmurod Khalimov ha abbandonato insieme alla moglie prima di disertare nel maggio 2015, ma secondo gli investigatori avrebbe portato con sé l’amante e i quattro figli di lei.

Migliaia di persone provenienti dalle ex regioni sovietiche dell’Asia centrale di etnia prevalentemente musulmana si sono unite allo Stato Islamico, tanto che i responsabili degli attacchi terroristici di San Pietroburgo e Stoccolma sono originari proprio di quelle aree.

Fonti: Reuters

 

 

Altro

1 aprile

Iraq - sabato 1 aprile Ayad al Jumaili, braccio destro di al-Baghdadi, è stato ucciso da un attacco aereo. A comunicarlo, un’emittente televisiva irachena.

Assieme al "Ministro della Guerra" dello Stato Islamico, sono stati uccisi alcuni comandanti jihadisti.

Il raid delle forze aeree irachene ha colpito la parte settentrionale della regione di al-Qaim, al confine con la Siria.

Gli Stati Maggiori della coalizione alleata non hanno al momento rilasciato alcuna dichiarazione. È attesa una conferenza stampa in serata. 

Si attendono ulteriori sviluppi.

Fonte: Reuters

 

 

Altro

9 maggio

Nel giorno in cui sulla Piazza Rossa sfilano le forze armate di quella che fu la potenza sovietica per celebrare la vittoria sui tedeschi nella seconda guerra mondiale, lo Stato Islamico ha diffuso sul web un video di circa dodici minuti in cui viene ripresa la decapitazione di un presunto ufficiale dell’intelligence russa. A riportare la notizia, l’agenzia Reuters.

Nel filmato Ievgheni Petrenko, il nome del militare diffuso dai miliziani, viene sottoposto a una sorta di interrogatorio, nel quale viene più volte deriso per la sostanziale inutilità delle operazioni che il suo esercito e quello di Assad stanno attuando per la cacciata di Daesh dalla Siria. Dopo le ormai rituali minacce a Putin e alla Russia, una voce fuori dall’inquadratura pronuncia frasi sconcertanti. A una di queste - “Quest’idiota crede ancora che il suo paese possa salvarlo” - segue l’ingresso sulla scena di un uomo dalla folta barba, vestito in mimetica scura e armato di machete. Poco dopo, il cadavere del presunto ufficiale russo giace riverso a terra in un lago di sangue.

Il ministro della difesa di Mosca, come riporta la Tass, ha immediatamente bollato come propaganda il video diffuso, affermando che tutti gli uomini attualmente stanziati in Siria sono vivi e continuano a combattere contro Daesh. Ha invece speso parole dure contro certi media rei di amplificare le falsità dei terroristi, così da rendere sempre più complicato risalire alle notizie reali.

“La pagheranno cara, se il video risulterà attendibile”, ha infine avvertito il senatore russo Vikor Ozerov.

Fonti: ANSAReuters

 

 

Altro