24 GENNAIO

GERMANIA — Tra la notte di sabato 21 e domenica 22 gennaio, durante un’operazione anti-terrorismo a Neuss, nel North Rhine-Westphalia, è stato arrestato un ventunenne originario dell’Albania. Il ragazzo pare che avesse dei legami con il giovane fermato due giorni fa a Vienna. Infatti, come dichiarato dal portavoce della Procura di Düsseldorf: “il presunto terrorista avrebbe ospitato il neo-jihadista nei giorni scorsi”. I due erano entrambi affiliati a Daesh e stavano progettando di colpire la stazione metropolitana di Vienna. In particolare, il giovane albanese sarebbe stato accusato “di architettare un attentato contro dei poliziotti”.

Secondo fonti locali, durante il blitz non sarebbero stati rinvenuti né armi né esplosivi. Comunque sia gli investigatori hanno sequestrato il computer e delle chiavette USB.

Gli agenti di sicurezza austriaci e la German Federal Criminal Police hanno cooperato per portare avanti l’operazione anti-terrorismo. Entrambi i governi si sono dichiarati soddisfatti di come stiano procedendo i controlli di sicurezza per contrastare il terrorismo. In particolare, Ralf Jäger, Ministro degli Interni tedesco del North Rhine-Westphalia, ha dichiarato che “l’arresto dimostra come le forze dell’ordine stiano lavorando in maniera efficiente, tempestiva e fiduciosa nel combattere il terrorismo”.

Nel frattempo il sospetto terrorista austriaco di 17 anni (e non di 18 come erroneamente riportato nei giorni scorsi), di nome Lorenz K., è stato trasferito al carcere di Justizanstalt Josefstadt domenica pomeriggio. Secondo diverse fonti, Lorenz potrebbe essersi radicalizzato in carcere tra il 2014 e il 2015.

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19 aprile

Il decimo uomo sospettato di aver perpetrato l'attacco alla metro di San Pietroburgo è in stato di fermo, a comunicarlo sono le forze di sicurezza russe. Il nome dell'uomo è Akram Azimov, 29 anni, fratello maggiore di Abror Azimov, l'uomo fermato Lunedì dalla polizia con l'accusa di aver pianificato l'attacco.

Akram è accusato di aver trasferito finanziamenti bancari per organizzare l'attacco e di aver creato dei collegamenti con organizzazioni terroristiche internazionali. Entrambi i fratelli sono cittadini russi naturalizzati provenienti dal Kirghizistan. 

Il servizio di sicurezza federale (FSB) ha comunicato che il detenuto Akram Azimov, si trova ora in stato di fermo in un villaggio nei pressi di Mosca. Akram è attualmente il decimo indagato per l'attacco terroristico di San Pietroburgo.

Il fratello Abror sarebbe invece indagato per aver addestrato Akbarzhon Jalilov, il perpetratore dell'attentato che si è fatto esplodere nella metropolitana. 

Gli altri otto indagati proverrebbero sempre dal centro Asia.

Si attendono ulteriori aggiornamenti.

Fonte: BBC

 

 

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17 SETTEMBRE                     

Sabato sera è stato arrestato un altro uomo collegato all’attacco alla metropolitana di Londra - fermata di Parsons Green - di venerdì 14 settembre. Si tratta di un ragazzo di 21 anni che al momento della cattura si trovava a Hounslow, Londra occidentale.

Il Segretario di Stato per gli Affari Interni, Amber Rudd, ha comunicato alla BBC che il livello d’allerta è stato ridotto da “critico” a “grave”. Ciò significa che un secondo attacco nella prima città d’Inghilterra non è più imminente, ma altamente probabile.

 

La polizia ha perquisito un’abitazione di Stanwell nel Surrey perché riconducibile al fermato.

 

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7 luglio                     

Alcuni miliziani jihadisti hanno fatto esplodere un’autobomba a nord del Sinai. Nell’attacco sono rimasti uccisi 23 soldati egiziani e feriti altri 26. 

L’attentatore suicida aveva intenzione di farsi esplodere al checkpoint fuori Rafah, città di confine nei pressi della striscia di Gaza. 

L’attacco non è stato rivendicato da nessun gruppo, tuttavia è risaputo che il sedicente Stato Islamico sia situato nella regione.

Fonte: BBC

 



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16 febbraio

IRAQ –  La notizia risale a poche ore fa, una macchina colma di esplosivo è stata fatta saltare in aria a sud di Baghdad, nei pressi dell’area Sciita della città. L’esplosione è avvenuta vicino ad una concessionaria d’auto, 50 persone sono rimaste gravemente ferite nell’impatto mentre il numero delle vittime ammonta a 48.

Secondo la BBC quella di oggi sarebbe la terza esplosione nell’arco di tre giorni avvenuta nella capitale irachena; tra mercoledì e giovedì altri due attacchi avevano causato la morte di 24 persone. Il sedicente Stato Islamico ha rivendicato l’attacco specificando che l’obiettivo era “colpire un gruppo di Sciiti”.

Dall’inizio del 2017 i miliziani dello Stato Islamico hanno condotto una serie di attacchi suicida nella città di Baghdad, tuttavia quello di oggi è stato il più letale. Secondo la BBC le concessionarie d’auto sono considerate dai miliziani un luogo ideale per un attentato in quanto i veicoli carichi di esplosivo si confondono facilmente tra gli altri.

Si attendono ulteriori aggiornamenti

Fonte: BBC

 

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17 Agosto                     

Un furgone è penetrato a tutta velocità nella zona pedonale di una delle  Ramblas, i corsi principali della città, investendo numerosi passanti. Molti coloro che hanno cercato riparo all’interno dei vari esercizi commerciali. Le autorità spagnole hanno dichiarato che almeno dieci persone sono morte, mentre i feriti sono circa novanta. Di questi, dieci versano in gravi condizioni negli ospedali cittadini.

Alcuni testimoni oculari hanno riferito che l’autista del furgone si è lanciato volontariamente contro la folla per poi fuggire a piedi, barricandosi infine all’interno di un ristorante turco, prima di essere arrestato e identificato. È Driss Oukabir, un cittadino magrebino con numerosi precedenti. Secondo le autorità l’uomo aveva anche alcuni complici: è per questo che considerano l’accaduto come un attacco terroristico organizzato.

Tom Markwell, un turista di New Orleans, ha dichiarato: “ho visto il furgone. Stava zigzagando, cercando di colpire le persone il più velocemente possibile”.

Fonte: BBC

 



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5 luglio                     

Bruxelles - Alle prime luci dell'alba di martedì 5 luglio un blitz della polizia ha portato all'arresto di due uomini di nazionalità belga per presunte attività terroristiche. 

L’operazione è stata condotta in collaborazione con la gendarmerie francese, la quale ha arrestato cinque persone nei pressi del confine con il Belgio.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i fermati fanno parte di un gruppo di motociclisti chiamato Kamikaze Riders, composto principalmente da individui di origine nordafricana e ritenuto in contatto con gruppi jihadisti.

Tra gli oggetti sequestrati, due uniformi di polizia e protezione civile hanno portato gli inquirenti a ipotizzare che i fermati volessero camuffarsi per realizzare un attentato. Ad avvalorare i sospetti degli investigatori, il rinvenimento di tre mitragliatrici, due pistole e quattro detonatori.

Fonte: Reuters

 



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20 giugno

Belgio –  Verso le 21 un uomo ha provocato un’esplosione di lieve entità nella Stazione Centrale di Bruxelles, riporta la BBC. I militari hanno immediatamente aperto il fuoco contro l’attentatore, neutralizzandolo. Al momento non si conta alcun ferito.

La polizia ha dichiarato che la situazione è sotto controllo. Evacuate la stazione e la “Grand Place”. 

Secondo la BBC e La Libre, l’attentatore indossava uno zaino e una cintura esplosiva. L’uomo avrebbe attivato l’innesco non appena è stato notato dai militari.  Secondo diversi testimoni, prima della detonazione, avrebbe gridato “Allahu Akbar”.

Si attendono ulteriori aggiornamenti.

Fonti: BBC

 



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20 GENNAIO

IRAQ — Lo Stato Islamico continua inesorabilmente a perdere territorio. Da un’analisi pubblicata dall’IHS Conflict Monitor è emerso infatti come nei soli primi sei mesi del 2016 i territori controllati dal sedicente Stato Islamico siano diminuiti del 12%, passando dai 78,000 Km2 del 2015 ai 68,300 km2 del luglio 2016, con perdite sia nell’Iraq occidentale che nel nord della Siria.  

Questo trend testimonia il fallimento del progetto del califfato islamico, tuttavia potrebbero esserci ripercussioni negative per l'Occidente. Come affermato infatti da Columb Strack, senior analyst dell’IHS, “uno delle conseguenze che sfortunatamente ci aspettiamo è l'aumento di attacchi terroristici e sabotaggi a infrastrutture economiche in tutta la Siria e l'Iraq, e anche oltre, Europa compresa”.

Intanto continua la controffensiva delle milizie sciite per riconquistare Mosul, seconda città più grande dell’Iraq dopo la capitale Baghdad, finita sotto il controllo degli jihadisti nel 2014. Nella giornata di Mercoledì le forze irachene hanno annunciato di aver ripreso il controllo della parte orientale della città, tuttavia l’operazione, lanciata nell’ottobre 2016, sta causando ingenti vittime tra popolazione civile che vive ancora all’interno delle zone colpite. Secondo l’Indipendent, la scorsa settimana 30 civili sono rimasti uccisi in seguito ad un raid aereo condotto dalle forze irachene che mirava a spingere l’ISIS fuori dalla città, mentre le Nazioni Unite stimano fossero 1.500.000 i civili che vivevano a Mosul all’epoca dell’inizio delle operazione e circa 400.000 quelli attualmente liberati.

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15 marzo

Siria - Un attacco suicida ha causato trentuno vittime davanti al Tribunale della capitale siriana, Damasco; lo riporta la BBC.

Un individuo ha tentato di farsi esplodere all’interno del palazzo di Giustizia. Sebbene fermato da un agente, è riuscito ad azionare il congegno nei pressi dell'entrata.

Per il momento le vittime sono trentuno, quasi tutti civili, tra cui avvocati e giudici, come riferito dalla Polizia locale ai giornalisti dell’agenzia Sana.

Due ore più tardi è esplosa una seconda bomba a Rabweh, zona occidentale di Damasco, ferendo circa venti persone.

Per il momento nessun gruppo terroristico ha rivendicato gli attentati.

Nel weekend due attacchi suicidi hanno provocato quaranta vittime nella Città Vecchia di Damasco. Gli attentati sono stati rivendicati da Tahrir al-Sham, un gruppo terroristico collegato ad al Qaeda.

Fonte: BBC

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28 GENNAIO

USA — A quattro uomini iracheni e uno yemenita è stato impedito l’imbarco in un volo di EgyptAir diretto a New York dal Cairo. La decisione va intesa come conseguenza diretta del blocco dell’immigrazione approvato nella giornata di ieri dalla nuova presidenza Trump.

Venerdì mattina infatti il neopresidente ha firmato due decreti esecutivi mirati a bloccare l’entrata negli Stati Uniti di tutti i cittadini provenienti da sette paesi a maggioranza musulmana. Il blocco, che avrà una durata di quattro mesi, vieterà di fatto l’ingresso in America ai cittadini di Siria, Iraq, Iran, Sudan, Libia, Somalia e Yemen. L’obiettivo è quello di "limitare l’entrata sul suolo americano di potenziali terroristi e scongiurare il pericolo di attentati".

Fonte: REUTERS:http://www.reuters.com/article/us-usa-trump-egypt-idUSKBN15C0EH 

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4 luglio                     

L’ISIS ha bruciato vive dodici persone nei pressi di Kirkuk, zona in cui si concentra la resistenza degli jihadisti.

I civili sono stati sequestrati dai miliziani mentre tentavano di scappare da Huwaja. Secondo quanto riportato dalla polizia di Kirkuk, i civili sono stati chiusi in una gabbia, cosparsi di benzina e dati alle fiamme.

Fonte: Ansa

 



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27 GENNAIO

IRAQ — Continua la battaglia tra l’ISIS e le forze irachene per la liberazione di Mosul.

Secondo quanto riportato da Reuters sembra infatti che il sedicente Stato Islamico abbia riorganizzato le proprie milizie a Mosul ovest e posizionato diversi cecchini all’interno delle abitazioni situate nel versante occidentale del fiume Tigri.

Nei giorni scorsi il comandante della forze irachene impegnate nella riconquista della città aveva manifestato l’intenzione di oltrepassare il fiume, continuando così la liberazione del territorio, mentre il Primo Ministro Haider al-Abadi aveva annunciato che la zona est della città fosse ritornata sotto il controllo dell’esercito.

Mosul nel corso del tempo era diventata una delle principali roccaforti dell’ISIS. Come raccontato da un testimone a Reuters, gli jihadisti non solo uccidevano chiunque tentasse un contatto con il mondo esterno, ma negli ultimi giorni erano riusciti a prendere il controllo del principale centro medico della zona; una struttura costituita da una dozzina di edifici particolarmente utile come punto di osservazione ove collocare i tiratori scelti.

Nella battaglia per liberare la città irachena sono stati impiegati 100,000 uomini tra truppe irachene, milizie curde e paramilitari sciiti supportati dagli alleati statunitensi. Si tratta della più grande battaglia mai combattuta in Iraq dall’invasione degli Stati Uniti nel 2003.

Si stima che oltre 1.500.000 di persone vivessero a Mosul prima dell’inizio delle ostilità, mentre secondo le Nazioni Unite sono circa 400.000 le persone evacuate negli ultimi mesi. Tuttavia, come dichiarato martedì da Lisa Grande, humanitarian coordinator delle Nazioni Unite, la situazione rimane drammatica e “le notizie provenienti da Mosul ovest sono sconvolgenti”. Si pensa infatti che il numero dei morti e dei feriti abbia già raggiunto le decine di migliaia.

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8 luglio                     

Ormai mancano poche ore alla definiva liberazione della città di Mosul, occupata sin dal 2014 dai miliziani dello Stato Islamico.

Secondo la televisione locale mancano ormai poche ore alla disfatta dell’ISIS e, nonostante i comandanti delle forze di liberazione non abbiano ancora comunicato la vittoria, alcuni soldati sono stati visti danzare nelle strade della città.

Non appena saranno conquistati i pochi metri di territorio mancanti si concluderà l’operazione di liberazione della città iniziata il 17 ottobre 2016 e portata avanti da truppe irachene e americane.

Fonte: BBC

 



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26 giugno

Johan Gustafsson, 42enne prigioniero di Al-Qaeda, è stato rilasciato in Mali dopo sei anni di prigionia. A comunicarlo, il Ministro degli Esteri svedese Margot  Wallström nel pomeriggio di lunedì.

Gustaffson era stato catturato nel 2011 dall’organizzazione terroristica Al Qaeda nel Magreb Islamico (AQIM) assieme ad altri due uomini, uno dei quali era riuscito a fuggire nel 2015 durante un raid delle forze speciali francesi.

Il ministro Wallström ha dichiarato che la liberazione del cittadino svedese è il risultato della cooperazione tra le autorità di Stoccolma e quelle malesi.

AQIM aveva catturato numerosi occidentali prima che nel 2013 il governo francese schierasse le proprie forze nel paese.

Telefonando a Gustaffson sul volo che lo sta riportando in patria, Wallström ha detto di averlo sentito “felice e di buonumore”.

Fonti: BBC

 



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17 febbraio

PAKISTAN – In risposta all'attentato di giovedì, questa mattina le forze di sicurezza pakistane hanno condotto una serie di raid in tutta la provincia del Sindh che hanno portato all'uccisione di oltre 30 miliziani del sedicente Stato Islamico. 

L’attentato di giovedì ha colpito il tempio sufista Lal Shahbaz Qalandar situato a Sehwan, città nel sud del paese. Un attentatore suicida si è fatto esplodere mentre i fedeli si erano radunati attorno all’edificio. Nell'attacco 80 persone sono rimaste uccise e oltre 250 ferite. L’ISIS ha successivamente rivendicato l’attacco.

Per lo Stato Islamico quello di giovedì è stato il sesto di una serie di attacchi portati avanti durante questa settimana in Pakistan.

I funerali per l’attentato nel tempio sudista Lal Shahbaz Qalandar si sono tenuti oggi e le autorità provinciali Sindh hanno annunciato tre giorni di lutto.  

Fonte: BBC

 

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Pakistan: Jamaat-ul-Ahrar rivendica l'attentato di ieri a Lahore

Beatrice guzzardi | 14 FEbbraio 

PAKISTAN – Continuano a giungere novità sull’attentato di ieria Lahore, seconda città più popolosa del Pakistan, in cui tredici persone hanno perso la vita e almeno ottanta sono rimaste gravemente ferite. L’esplosione ha colpito i manifestanti che protestavano contro una legge riguardante la vendita di prodotti farmaceutici. L’attentato, avvenuto davanti al palazzo dell'assemblea provinciale del Punjab dove la folla si era radunata, è stato successivamente rivendicato dal gruppo Jamaat-ul-Ahrar.

Secondo Al Jazeera, un testimone oculare ha visto un uomo in moto schiantarsi contro un veicolo della polizia nei pressi dell'edificio. L’esplosione è stata talmente potente che il boato è stato avvertito a diversi chilometri di distanza.

L’ispettore generale della polizia del Punjab, Mushtaq Sukhera, ha riferito all’inviato della Reuters che si è trattato di un attacco suicida. L’attentatore si è fatto esplodere nel momento in cui i negoziati tra polizia e manifestanti sembravano volgere al meglio.

Dopo l’esplosione l’area circostante il palazzo dell'assemblea provinciale del Punjab è stata transennata e presidiata da varie unità delle forze di sicurezza. Le ambulanze sono così potute intervenire tempestivamente per soccorrere i feriti. Sukhera ha confermato che nell’esplosione sono rimasti uccisi cinque poliziotti e non due come inizialmente comunicato.

Un portavoce del gruppo terroristico ha poi dichiarato che l’attentato è “solo l’inizio” di una serie di azioni violente già pianificate contro i dipartimenti del governo. 

Come riportato dall’agenzia Reuters, il gruppo terroristico Jamaat-ul-Ahrar non è nuovo alle forze di sicurezza pakistane avendo già rivendicato due attentati avvenuti nel paese. Il primo, compiuto il 26 marzo 2016 a Lahore in occasione della ricorrenza pasquale. Il secondo, portato a termine ad agosto, colpendo un ospedale a Quetta.

Il gruppo terroristico fa parte di una fazione del gruppo armato di Talebani e più di un anno fa ha ricevuto l'endorsement dell’ISIS .

Durante l’attentato del giorno di Pasqua, più di settanta persone sono rimaste uccise dopo essersi radunate in un parco della città per celebrare la festività. Seppur l’obiettivo degli attentatori erano i cristiani, la maggior parte dei civili uccisi nel parco ė risultata essere di fede islamica.

L’attacco è stato il più grande mai realizzato dopo quello del dicembre 2014, quando nella scuola militare di Peshawar morirono più di cento cadetti.

L’attentato di Pasqua ha sollevato diverse proteste da parte della popolazione, la quale ha chiesto allo Stato maggiori garanzie di sicurezza. Il governo ha pertanto attivato misure speciali, permettendo alle forze paramilitari di condurre operazioni preventive e interrogare gli individui sospetti.

La sicurezza in Pakistan è ampiamente migliorata negli ultimi anni, ma nonostante ciò gruppi terroristici, quali Talebani e ISIS, continuano a minacciare il paese terrorizzando gli abitanti.

Il Primo Ministro Sharif ha condannato l’attentato di ieri e ha promesso di incrementare le forze di sicurezza assicurando che non permetterà a questi attacchi di indebolire la politica governativa. Sharif ha infine dichiarato: “Continueremo a combattere finché non avremo liberato i nostri cittadini da questo cancro”.

Fonti: ReutersAl Jazeera 

 

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6 giugno

Parigi - Martedì 6 giugno, ore 16. Nei pressi della Cattedrale di Notre Dame la polizia ha sparato a un uomo che si era scagliato contro un agente, brandendo un coltello dalla lama non inferiore ai dodici centimetri.

Come dichiarato dal Ministro degli Interni, l’uomo ha gridato “Questo è per la Siria” durante l’azione. La Procura ha già aperto un’inchiesta per terrorismo, coadiuvata dall’anti-terrorismo e dalla Direzione Generale per la sicurezza interna.

Il poliziotto ha riportato lievi ferite al collo giudicate guaribili in pochi giorni. Il sospetto, al momento ricoverato in ospedale, portava con sé alcuni coltelli da cucina e una carta di identità di uno studente algerino di cui non ha saputo fornire spiegazioni convincenti.  

Novecento le persone rimaste all’interno della Cattedrale, sorvegliate da funzionari della Prefettura mentre la gendarmerie eseguiva i rilievi del caso. La situazione è tornata alla normalità verso le 17.30.

fonti: Le Monde 

 



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11 giugno

L’Iran ha inviato quattro arei da carico colmi di cibo al Qatar e ha intenzione di fornire 100 tonnellate di frutta e verdura ogni giorno.

La notizia è stata diffusa da funzionari iraniani preoccupati della mancanza di cibo in Qatar dopo che i principali paesi fornitori di materie prime nel paese hanno rotto i legami con questo.

Il Qatar è uno stato completamente dipendente dall’importo e al momento sta stringendo accordi con Turchia e Iran per assicurare rifornimenti di acqua e cibo per la propria popolazione. La decisione è stata presa in seguito alle accuse di favoreggiamento al terrorismo lanciate da Arabia Saudita, Emirati Arabi, Egitto e Bahrain, i quali hanno chiuso immediatamente i ponti con il paese. Il Qatar sostiene che le accuse siano basate su bugie.

“In seguito alle sanzioni , IranAir ha trasportato cibo e verdure al paese con quattro voli” ha ribadito Shahrokh Noushabadi, direttore delle pubbliche relazioni presso la compagnia aerea nazionale alla agenzia di news Fars.

Il Qatar è situato su una piccola penisola e conta 2,5 milioni di abitanti, i quali vivono di un’economia basata sull’importazione. Il paese infatti riceveva l’80% delle proprie materie prime dai paesi limitrofi del Golfo, prima di spezzare ogni legame con essi.

L’Iran nonostante le lunghe divergenze con l’Arabia Saudita e spesso obiettivo principale delle azioni di questa ha chiesto ad entrambi di superare le proprie divergenze.

fonti: Reuters

 



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3 marzo

YEMEN – Il Pentagono ha dichiarato che giovedì 2 marzo sono stati lanciati più di venti raid aerei sullo Yemen, con l’obiettivo di colpire Al-Qaeda. In particolare, sono stati abbattuti approvvigionamenti, armamenti e infrastrutture appartenenti al gruppo terroristico.

Gli attacchi aerei, che hanno impiegato sia droni che aeromobili, hanno interessato le aree di Abyan, al-Bayda e Shabwa. Come riportato da Al Jazeera, almeno nove presunti terroristi sarebbero morti durante i raid.

L’operazione, afferma Jeff Davis, capitano dei Navy Seals, è stata condotta assieme al governo yemenita, il cui Presidente, Abd-Rabbu Mansour Hadi, ne ha coordinato l’esecuzione.

Fonte: Al Jazeera

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26 maggio

Beni Suef, provincia di Minya, 250 chilometri dal Cairo. Nella tarda mattinata di venerdì 26 maggio un gruppo di uomini armati ha fermato due autobus e un piccolo furgone che stavano trasportando decine di cristiani copti al santuario di San Samuele, nella parte occidentale della zona.

Una volta a bordo, i membri del commando - la cui identità è ancora sconosciuta alle autorità - hanno aperto il fuoco delle loro mitragliatrici contro gli occupanti dei mezzi, uccidendone 35, tra cui alcuni bambini, e ferendone 26. Tra questi, trasportati al vicino ospedale di Maghagha, molti versano in gravi condizioni.

Sebbene al momento non sia giunta alcuna rivendicazione ufficiale, i sospetti degli inquirenti ricadono prevalentemente su Daesh, responsabile in passato di numerosi attacchi contro la comunità copta egiziana, la quale conta circa nove milioni di fedeli: il 10% dell’intera popolazione.

31 dicembre 2010, 9 ottobre 2011, 15 febbraio 2015, 11 dicembre 2016 e 9 aprile 2017. Queste date rappresentano i principali attentati che hanno colpito la minoranza copta all’ombra delle piramidi e che portano la firma dei miliziani jihadisti.

Unanime la condanna delle Istituzioni egiziane e internazionali. Il Presidente Al Sisi, il quale a seguito dell’attacco dello scorso aprile a Alessandria aveva dichiarato lo Stato di Emergenza, ha immediatamente convocato il Consiglio di Sicurezza.

 

leggi anche: Chi sono i cristiani copti: perché sono perseguitati dall'ISIS?

 

Fonte:ANSA, Repubblica, Reuters, BBC

 



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5 Agosto                     

Almeno 2000 combattenti estremisti dell'ISIS sono rimasti a Raqqa, principale roccaforte per lo Stato Islamico, a riferirlo un Ufficiale della coalizione USA.

L'operazione per liberare la città è iniziata lo scorso giugno e per il momento è stato recuperato il 45% del territorio. Non è chiaro quanti civili si trovino al momento nella città siriana, secondo una stima delle Nazioni Unite dovrebbero essere tra i 20000 e 50000.

Fonte: BBC

 



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24 giugno

Arabia Saudita - Sventato un attacco terroristico nella Grande Moschea della Mecca, il sito archeologico islamico più importante.

Secondo quanto riferito dal Ministro degli Interni saudita, un attentatore suicida si è fatto esplodere non appena le forze dell'ordine hanno circondato il palazzo in cui si trovava. L'edificio è crollato in seguito all'esplosione ferendo 11 persone, inclusi alcuni agenti. Cinque sospetti sono stati arrestati.

In questi giorni milioni di musulmani sono riuniti alla Mecca per celebrare la fine del Ramadan.

Le autorità saudite non hanno ancora rilasciato ulteriori dettagli.

Negli ultimi anni il paese è stato obiettivo di diversi attacchi terroristici. Numerosi quelli dello Stato Islamico contro la minoranza sciita.

L'Arabia Saudita fa parte della coalizione guidata dagli Stati Uniti che combatte Daesh in Siria e Iraq.

Fonti: BBC

 



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11 maggio

Le forze di sicurezza del Tagikistan hanno arrestato il figlio maggiore dell’ex comandante delle forze dell’ordine della capitale che due anni fa era passato allo Stato Islamico. Il ragazzo stava tentando di raggiungere il padre.

Il disertore è il colonnello Gulmurod Khalimov ed era stato addestrato nei nuclei dell’antiterrorismo prima di arruolarsi nell’ISIS. Lo scorso agosto gli Stati Uniti avevano offerto più di tre milioni di dollari per avere informazioni su di lui. Washington sostiene che Khalimov sia la principale guida della locale cellula dello Stato Islamico che sta conducendo diversi attacchi in numerose aree.

Il figlio dell’ex colonnello si chiama Bekhruz e ha 18 anni. È stato intercettato venerdì 28 aprile mentre tentava di spostarsi da Dushanbe a Mosca. Ora è detenuto in attesa del processo, in quanto gli sono stati negati i domiciliari essendo figlio di un traditore dello Stato.

È il maggiore degli otto figli che Gulmurod Khalimov ha abbandonato insieme alla moglie prima di disertare nel maggio 2015, ma secondo gli investigatori avrebbe portato con sé l’amante e i quattro figli di lei.

Migliaia di persone provenienti dalle ex regioni sovietiche dell’Asia centrale di etnia prevalentemente musulmana si sono unite allo Stato Islamico, tanto che i responsabili degli attacchi terroristici di San Pietroburgo e Stoccolma sono originari proprio di quelle aree.

Fonti: Reuters

 

 

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Ultime notizie da Vienna sul potenziale attacco terroristico sventato

22 GENNAIO

AUSTRIA — Nella giornata di venerdì la polizia austriaca ha arrestato un ragazzo di diciotto anni sospettato di star pianificando un attentato terroristico a Vienna.

Fonti interne alla polizia hanno confermato di aver ricevuto avviso del potenziale attacco dalle intelligence di diversi paesi amici e di aver così rafforzato nelle ultime settimane il sistema di sicurezza nella capitale, sempre gremita da turisti stranieri.

Secondo gli investigatori il sospettato avrebbe aderito al salafismo, una corrente di pensiero sunnita caratterizzata da un profondo conservatorismo e in alcuni casi intransigenza e intolleranza. Il ministro degli interni Wolfgang Sobotka ha dichiarato che il ragazzo, già noto alle autorità per crimini minori, è un cittadino austriaco appartenente al “milieu albanese” con possibili legami con estremisti islamici. Secondo le prime ricostruzioni il piano originale del sospettato sarebbe stato quello di recarsi in Germania per fabbricare delle bombe che successivamente avrebbe posizionato in diverse stazioni della metropolitana di Vienna. L’idea era far detonare gli ordigni simultaneamente. Sobotka ha poi aggiunto che dietro alle azioni il ragazzo potrebbe celarsi “un network più ampio”.

Il direttore generale per la pubblica sicurezza del ministero degli interni di Vienna Konrad Kogler si è espresso sulla vicenda affermando che “ci sono prove che suggeriscono che il sospettato stesse pianificando un attacco imminente a Vienna”, aggiungendo inoltre che l’attacco alla metropolitana fosse considerato come “uno degli scenari possibili”.

Il ragazzo è attualmente in custodia cautelare con l’accusa di appartenere ad un’organizzazione terroristica. Già nel 2014 era stato fermato un ragazzo di 14 anni sospettato di essere in contatto con sostenitori del sedicente Stato Islamico. Lo stesso ragazzo è stato poi condannato nel maggio 2015 con l’accusa di terrorismo.

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