24 marzo

Un uomo si è fatto esplodere davanti al checkpoint di polizia dell’aeroporto internazionale Hazrat Shahjalal di Dhaka, in Bangladesh.

Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attacco.

Si tratta del terzo attentato che ha colpito la capitale del Bangladesh questa settimana. Sei giorni fa la polizia aveva ucciso un sospetto miliziano. Con indosso una cintura esplosiva, aveva tentato di oltrepassare il checkpoint di sicurezza a bordo di una moto.

Fonte: Reuters

 

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6 aprile

Pakistan - Mercoledì 5 Aprile un ordigno ha provocato sei morti e almeno diciotto feriti nella zona orientale di Lahore, nel Punjab. Delle vittime, quattro erano soldati impegnati nelle operazioni di censimento della popolazione. L’attacco è stato rivendicato dai Talebani. Si tratta del settimo attentato verificatosi nel paese nell'ultima settimana. Il secondo a Lahore dall'inizio dell'anno: il 13 Febbraio, infatti, un'esplosione aveva causato tredici vittime.

Sotto la continua minaccia terroristica, l'intera popolazione del Punjab ha manifestato più volte negli ultimi mesi le proprie preoccupazioni, facendo pressione sul governo per garantire una maggiore sicurezza nell'intera area.

I recenti attentati hanno inoltre riportato alla luce le tensioni con l’Afghanistan, accusato dal governo pakistano di supportare il gruppo terroristico TTP (Tehrik-i-Taliban Pakistan). A sua volta, Kabul ha apertamente accusato Islamabad di appoggiare le tribù talebane asseragliate nelle impervie zone di confine fra i due paesi. Il governo di Sharif, tuttavia, ha finora negato ogni possibile coinvolgimento.

Fonte: Reuters

 

 

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22 luglio                     

I legislatori nelle Filippine hanno votato all'unanimità per estendere la legge marziale alla provincia di Mindanao, attualmente assediata dell'insorgenza di estremisti islamici.

La provincia è occupata infatti da miliziani legati al sedicente Stato Islamico, i quali da maggio si sono insediati in alcuni parti della città di Marawi.

La legge permette l'utilizzo di forze militari per far rispettare la legge e la detenzione per lunghi periodi senza capi d'imputazione. Il Presidente Rodrigo Duterte ha affermato che l'estensione fosse necessaria per affrontare l'insorgenza tuttavia le critiche sostengono sia parte di un piano per ottenere maggiore potere.

Fonte: BBC

 



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17 febbraio

PAKISTAN – In risposta all'attentato di giovedì, questa mattina le forze di sicurezza pakistane hanno condotto una serie di raid in tutta la provincia del Sindh che hanno portato all'uccisione di oltre 30 miliziani del sedicente Stato Islamico. 

L’attentato di giovedì ha colpito il tempio sufista Lal Shahbaz Qalandar situato a Sehwan, città nel sud del paese. Un attentatore suicida si è fatto esplodere mentre i fedeli si erano radunati attorno all’edificio. Nell'attacco 80 persone sono rimaste uccise e oltre 250 ferite. L’ISIS ha successivamente rivendicato l’attacco.

Per lo Stato Islamico quello di giovedì è stato il sesto di una serie di attacchi portati avanti durante questa settimana in Pakistan.

I funerali per l’attentato nel tempio sudista Lal Shahbaz Qalandar si sono tenuti oggi e le autorità provinciali Sindh hanno annunciato tre giorni di lutto.  

Fonte: BBC

 

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9 maggio

Ginevra - Venerdi 5 maggio le Nazioni Unite hanno rilasciato un comunicato di Agnes Callamard, la funzionaria che si occupa del rispetto dei diritti umani nelle Filippine.

Callamardha chiarito che la sua presenza nel paese è dovuta alla partecipazione a una conferenza sulle droghe, spiegando che è routine per i relatori dell'ONU prendere parte a diversi eventi, anche in forma non ufficiale.

L’ambasciatrice ha inoltre spiegato di non condurre nessuna indagine per conto dell'agenzia e pertanto non inoltrerà alcun rapporto al Consiglio dei Diritti Umani.

Nel comunicato Callamard ha respinto le dichiarazioni del portavoce del presidente Duterte, il quale sostiene di non essere stato avvisato anticipatamente della visita. La funzionaria ha infatti affermato che non solo aveva ricevuto risposta alle proprie mail, ma anche che era rimasta in contatto telefonico con gli uffici del presidente almeno fino al pomeriggio di giovedì 4 maggio.

Callamard ha infine precisato di non aver ancora accettato l’invito a condurre una visita ufficiale per le condizioni impostele, poiché le impedirebbero di svolgere regolarmente le proprie attività. Tuttavia la funzionaria farà il possibile per raggiungere un accordo con il governo filippino per pianificare un incontro il prima possibile.

Fonte: United Nations 

 

 

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11 maggio

Le forze di sicurezza del Tagikistan hanno arrestato il figlio maggiore dell’ex comandante delle forze dell’ordine della capitale che due anni fa era passato allo Stato Islamico. Il ragazzo stava tentando di raggiungere il padre.

Il disertore è il colonnello Gulmurod Khalimov ed era stato addestrato nei nuclei dell’antiterrorismo prima di arruolarsi nell’ISIS. Lo scorso agosto gli Stati Uniti avevano offerto più di tre milioni di dollari per avere informazioni su di lui. Washington sostiene che Khalimov sia la principale guida della locale cellula dello Stato Islamico che sta conducendo diversi attacchi in numerose aree.

Il figlio dell’ex colonnello si chiama Bekhruz e ha 18 anni. È stato intercettato venerdì 28 aprile mentre tentava di spostarsi da Dushanbe a Mosca. Ora è detenuto in attesa del processo, in quanto gli sono stati negati i domiciliari essendo figlio di un traditore dello Stato.

È il maggiore degli otto figli che Gulmurod Khalimov ha abbandonato insieme alla moglie prima di disertare nel maggio 2015, ma secondo gli investigatori avrebbe portato con sé l’amante e i quattro figli di lei.

Migliaia di persone provenienti dalle ex regioni sovietiche dell’Asia centrale di etnia prevalentemente musulmana si sono unite allo Stato Islamico, tanto che i responsabili degli attacchi terroristici di San Pietroburgo e Stoccolma sono originari proprio di quelle aree.

Fonti: Reuters

 

 

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