Colombia: il Clan Del Golfo annuncia la fine delle ostilità e avvia una trattativa con il governo.

MIRKO NAZZARI

Il Clan del Golfo, il gruppo criminale più grande della Colombia, ha annunciato “un cessate il fuoco” al fine di aiutare a portare la pace. Il gruppo armato, conosciuto anche come Los Urabeños, ha infatti dichiarato che a partire dal 13 dicembre cesserà qualsiasi azione militare. L’importante tregua arriva dopo tre mesi dall’annuncio del leader dell’organizzazione, Dario Antonio Usuga David, conosciuto come Otoniel, di volersi arrendere e consegnarsi alle forze dell’ordine. Otoniel è tuttora in trattativa con il governo alla ricerca di un accordo per la sua resa.

Il Clan del Golfo è stato definito dalla polizia colombiana come una delle più grandi minacce alla sicurezza nel paese. Secondo alcune stime, l’organizzazione dovrebbe essere composta da circa 1500 membri attivi. La sua principale fonte di sovvenzionamento è legata al traffico di sostanze stupefacenti. Controlla infatti le principali rotte per il traffico di cocaina dalla Colombia verso gli Stati Uniti e la Russia. La banda criminale è però impegnata anche in estorsioni, traffico di esseri umani, omicidi e rapine. Nata nel 2001 nel Golfo di Uraba, località da cui prende il nome, si è rapidamente estesa in molte altre regioni colombiane fino a diventare il più potente gruppo paramilitare del paese. Negli ultimi mesi però, alcune operazioni congiunte dell’esercito e della polizia hanno portato all’uccisione del numero due del gruppo, Roberto Vargas, e all’arresto di altri 34 elementi di spicco. Queste pesanti perdite hanno quindi costretto infatti il leader Otoniel a trattare un accordo di pace. Questa tregua segna l’ennesimo successo del governo colombiano nella lotta alla violenza e alle organizzazioni criminali, dopo la resa delle FARC dell’anno scorso e la trattativa in corso con l’Esercito di Liberazione Nazionale.

Dario Antonio Usuga David, conosciuto come Otoniel, è considerato in Colombia il nuovo Pablo Escobar. Sulla sua testa pende una taglia di ben cinque milioni di dollari ed il governo colombiano per arrivare alla sua cattura e allo smantellamento del suo cartello ha organizzato un’apposita task force, composta da duemila soldati e mille poliziotti, supportati da elicotteri ed agenti statunitensi. Il giornale El Mundo lo ha definito come “un ratto di montagna, un uomo che preferisce un’amaca ad un letto, una camionetta ad un suv ed i boschi alla città”. Nato nel 1971, entra a soli sedici anni nell’Esercito di Liberazione Nazionale. Dopo essere passato per altri tre gruppi paramilitari, nel 2001 crea, insieme al fratello e ad un altro guerrigliero soprannominato Don Mario, il proprio cartello, chiamato dal governo colombiano Clan del Golfo.

Fonte: BBC, El Mundo

Photo Credit / ©Lorie Shaull / Flickr.com (CC BY-SA 2.0)

 
 

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