Arrestata donna a Singapore: stava andando in Siria per sposare un miliziano dell’ISIS

da Beatrice Guzzardi

Beatrice Guzzardi | 15 giugno

Lunedì 12 giugno una donna è stata arrestata a Singapore mentre era in procinto di imbarcarsi su un volo diretto in Siria dove, stando alle sue dichiarazioni, avrebbe sposato un combattente di Daesh.

Syaikhah Izzah Zahrah Al Ansar, 22 anni, assistente sociale, è attualmente ristretta in carcere ai sensi dell’Internal Security Act (ISA) che consente alle autorità di bypassare il processo.

Secondo le accuse, la donna aveva intrapreso un percorso di radicalizzazione sin dal 2013 attraverso siti di propaganda online. Si era creata un’ampia rete di contatti - molti dei quali miliziani dello Stato Islamico - e aggiornava quotidianamente i suoi profili social con post inneggianti la causa jihadista.

Il Ministro degli Interni singaporiano ha dichiarato che Izzah aveva intenzione di arruolarsi nell’ISIS e stava pianificando di portare in Siria anche il suo bambino.

La giovane donna aveva infatti cercato un giovane combattente dell’ISIS con cui sposarsi per supportarlo nella lotta e ottenere, qualora fossero stati entrambi uccisi, la ricompensa divina promessa a tutti i martiri della Jihad dal leader Al Baghdadi.

I genitori della donna, entrambi maestri del Corano, hanno sostenuto di essere al corrente della sua radicalizzazione. Non avevano tuttavia avvisato le autorità poiché credevano di poterla dissuadere autonomamente dai propri piani, senza però riuscire nel loro intento.

Il ministro ha dichiarato che è la prima donna detenuta a Singapore per terrorismo e che in virtù dell’ISA potrebbe rimanere in carcere a scopo preventivo, senza subire alcun processo, per almeno due anni.

La Repubblica asiatica guarda con preoccupazione a ciò che sta avvenendo nei paesi limitrofi. Nelle Filippine, infatti, il presidente Duterte ha ormai da mesi impegnato l’esercito per respingere gli attacchi dei miliziani di Daesh nell’isola meridionale di Mindanao.

Giovedì 1 giugno le autorità di Singapore avevano annunciato che due cittadini avevano lasciato clandestinamente il paese con le proprie famiglie per andare a combattere in Siria. Al momento  sono più di quattordici i detenuti nelle carceri statali ai sensi dell’ISA: un aumento significativo se si pensa che tra il 2007 e il 2014 si erano registrati solo undici casi analoghi.

Il portavoce del Consiglio Religioso Islamico di Singapore ha rilasciato una dichiarazione in cui sostiene che lavorerà duramente per evitare che l’estremismo si diffonda nel paese. La recente vicenda - ha aggiunto - dimostra infatti che il pericolo della radicalizzazione è reale e che è necessario impedire la divulgazione di insegnamenti violenti che nulla hanno a che vedere con il credo islamico, monitorando innanzitutto il web.

Fonte: BBC

 

Photo Credit / ©Nicolas Lannuzel / Wikimedia Commons (CC BY-SA 2.0)

 
 

Licenza Creative Commons