Brasile: polizia in sciopero a Vitoria. La città è nel caos, più di 100 i morti

gianluca chiusano

 

BRASILE – Continuano le violenze tra le strade di Vitoria, capitale dello stato federale di Espirito Santo. Da cinque giorni la polizia militare è in sciopero e la criminalità ha preso il sopravvento. Al momento si contano più di 100 morti.

Da sabato 4 Febbraio la polizia militare si rifiuta di prestare servizio. Ciò è dovuto alla negazione del governo nel soddisfare le richieste degli agenti. Secondo i poliziotti il loro salario, intorno ai 830$ mensili, è troppo basso rispetto alla media nazionale. Per tale motivo, le forze dell’ordine hanno chiesto un aumento di stipendio assieme ad altri benefici. Tuttavia, come affermato dal New York Times, lo stato federale è in recessione, e non riesce così a concedere altri soldi per la pubblica sicurezza. In segno di protesta, i militari sono rimasti all’interno della caserma, sottraendosi al loro dovere. I loro familiari, per dargli sostegno, si sono barricati di fronte al presidio, impedendo così alle pattuglie di uscire.

In assenza di protezione, la città è nel caos. Le bande criminali hanno subito approfittato dell’occasione, prendendo d’assalto negozi, case e centri commerciali. Soltanto ieri sono stati denunciati più di duecento furti d’auto. I negozi, a causa della crescente violenza, sono rimasti chiusi. Il governo locale ha imposto a scuole, uffici e cliniche mediche di non riaprire fino a quando non verrà ristabilito l’ordine. Gli stessi cittadini, per paura di subire aggressioni, si sono reclusi in casa. Più di 90 persone sono state uccise dai criminali.

Nel frattempo il governo locale ha richiesto l’intervento dell’esercito nazionale. Martedì scorso sono arrivati circa 1000 militari e 200 ufficiali della polizia federale. Nonostante il loro arrivo, la situazione non è cambiata. Le aggressioni continuano ad aumentare, così come i saccheggi e gli omicidi. Secondo quanto dichiarato dal The Guardian, i funzionari locali avrebbero bisogno di altre truppe per coprire il numero di soldati che normalmente presiedono Espirito Santo.

Mercoledì notte sono iniziate le negoziazioni tra il governo e i rappresentanti della protesta. Le loro richieste sono di concedere l’amnistia generale per l’intero corpo di polizia e un incremento salariale del cento per cento per la polizia militare. I manifestanti hanno dichiarato che è da sette anni che i poliziotti non ricevono un aumento di stipendio.

Nonostante le trattative siano ancora in corso, il governatore locale Cesar Colnago ha comunicato ai media locali che l’aumento dello stipendio è “fuori discussione”.

Fonti: BBC, The GuardianNew York Times

 

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