Simulazione di possibili scenari

La natura del Policy Paper

Seppur sia sensibilmente più conciso rispetto a un classico saggio breve, scrivere un buon “policy paper” non è semplice. In Italia, noi studenti siamo spesso chiamati a immagazzinare e ripetere miriadi di nozioni. Salvo in occasione di tesi o dottorati di ricerca, tali argomenti sono però raramente riproposti come oggetto di approfondimento e ricerca all’interno dei corsi. Pertanto, non solo gli studenti universitari scrivono poco; spesso non è neanche concessa loro l’opportunità di essere i principali attori ad analizzare, dibattere, smontare e ricostruire la disciplina. Forse, per molti studenti italiani conta più la memorizzazione della nozione piuttosto che il loro pensiero critico riguardo alla nozione studiata.

Senza alcun tipo di presunzione o pregiudizio verso l’università italiana, che rispettiamo e riteniamo di livello, noi proponiamo vere e proprie simulazioni che combinano teoria e aspetti pratici. Immaginando variegati scenari nella maniera più realistica, vorremmo che le nozioni imparate e approfondite non siano semplicemente riportate ma anche elaborate, smontate e ricostruite. L’obiettivo, quindi, è di offrire il giusto quadro teorico che ci permetta di pensare in modo strategico ed elucidare veri e propri piani d’azione dove sono gli studenti i principali attori. In altri termini, cosa faresti tu se fossi il primo ministro italiano o il capo dell’anti-terrorismo in seguito ad un attentato perpetrato dallo Stato Islamico a Roma? Che cosa faresti nella stessa situazione se fossi un leader politico di destra, il capo della comunità ebraica romana, il ministro dell’istruzione, o uno dei capi della comunità islamica della città?

Detto ciò, come già anticipato, l’esercizio in questione non si presenta semplice. L’arte è quella di includere tutti gli elementi teorici necessari (definizioni, modelli, riferimenti letterali), definire obiettivi e sfide e proporre vari piani d’azione nella maniera più esaustiva ma nel minor spazio possibile. Non porremmo limiti, in quanto saranno accettati scritti lunghi anche 20 pagine, ma, tanto per intenderci, un classico “policy paper” è lungo appena 5 pagine, 1.5 di spazio. In parole povere, se dovessimo riassumere il tutto, l’obiettivo di chi scrive è identificare il problema, riportare ciò che altri hanno fatto e detto a riguardo, identificare la priorità di chi riceve il saggio, proporre X piani d’azione con vantaggi e svantaggi, sceglierne uno o il miglior piano d’azione e concludere con le proprie raccomandazioni.

Nella stesura del saggio, il linguaggio deve essere semplice e dritto al punto. Tuttavia, sarebbe meglio evitare frasi troppo brevi o telegrafiche. L’arte è quella di non sprecare nessuna parola, in quanto ogni vocabolo “ruba” spazio e, pertanto, “pesa”.

La sua struttura

Non vi è una vera e propria regola nello scrivere “policy papers”. Tuttavia, riteniamo che la struttura riportata qui sotto possa essere utilizzata come linea guida.

1) Titolo: seguito dal “Per” che introduce a chi è indirizzato il paper.

Es: Rapporto sulla legalità delle uccisioni mirate e raccomandazioni per piani d’azione futuri
PER
Comandante dell’anti-terrorismo John Brennan
 

2) Definizioni: 2-3 definizioni chiave all’interno del saggio.

3) Abstract/Riassunto: massimo 250 parole dove occorre riassumere ogni cosa fatta, compresi i piani d’azione e la scelta finale.

4) Identificazione del problema: spesso questo è posto sotto forma di domanda e riguarda il come o il cosa un attore preciso dovrebbe fare in base al problema/sfida di cui si parla.

Es: Come dovrebbero porsi gli Stati Uniti riguardo alla questione della legalità degli attacchi mirati?

5) Background: breve letteratura riguardo il tema in questione, con teorie, modelli e, in sostanza, gli aspetti salienti che altri hanno già trattato/detto.

6) Identificare l’obiettivo/interesse principale dell’attore/attori coinvolti: in seguito ad aver identificato il problema (punto 4), ora lo scopo è quello di elucidare quello che l’attore in questione intende o dovrebbe raggiungere.

Es: L’obiettivo degli Stati Uniti è quello di ottimizzare le missioni che prevedono attacchi mirati senza infrangere il proprio core democratico.

7) Politiche/piani d’azione passati:il più delle volte, vari attori (politici, esercito, forze di sicurezza) hanno già intrapreso precisi piani d’azione riguardo al tema in questione, con risultati positivi e allo stesso tempo spesso oggetto di critica.

8) Opzioni a disposizione:elencare il numero maggiore di politiche/piani d’azione che la persona a cui è rivolto il paper deve prendere in considerazione. Quest’ultime devono illustrare il piano d’azione ed elucidarne i vantaggi e gli svantaggi. Ogni piano d’azione dovrebbe essere contrassegnato nel modo seguente:

Opzione #1: “Finire il lavoro ad ogni costo”, oppure Opzione #2: “L’approccio ‘In punta di piedi’”.

9) Raccomandazioni:in questa parte, quella finale del saggio, si analizzano i pro e i contro di ogni singola opzione e si giunge ad una conclusione che potrebbe avanzare una opzione in particolare, un mix di opzioni, oppure nessuna di quelle elencate.

10) Appendici:potrebbe essercene bisogno, in quanto ogni informazione aggiuntiva deve essere posta in questa sezione.

11) Bibliografia:contrariamente ad una normale bibliografia accademia, questa ultima include le fonti citate nel testo ma divise per i singoli capitoli. Inoltre, sotto ogni fonte si dovrebbero scrivere due o tre righe nelle quali si spiega il contenuto della fonte.

Es:
Background
Golan, Galia. In Stahl, Adam. 2006. “Questioning the Efficacy of Israeli Targeted Killings Against Hamas’ Religio-Military Command as a Counter-terrorism Tool.” Monitor. Journal of International Studies. Volume 12, Number 1.
In questo saggio, Golan sostiene che gli attacchi mirati eseguiti all’infuori dei confini di Israele raramente portano a benefici. Tali attacchi non indeboliscono il nemico poiché, in primis, nuovi leader militari susseguono sempre ai loro predecessori assassinati, creando maggior odio verso Israele da parte della popolazione locale.
 
Identificare l’obiettivo/interesse principale dell’attore/attori coinvolti
Obama, Barak. 2009. “Obama’s Speech on National Security.” The New York Times.
http://www.nytimes.com/2009/05/21/us/politics/21obama.text.html?pagewanted=all
Nel corso del discorso rivolto alla nazione, il presidente Obama ha riaffermato l’impegno della sua amministrazione di proteggere l’America da ogni minaccia che possa nuocere ai cittadini americani. Nel far ciò, tuttavia, il Obama ha invitato proprio i cittadini a rimanere fedeli ai principi democratici su cui si basa l’America, evitando di porsi allo stesso livello dei terroristi.
 
©TUTTI I DIRITTI RISERVATI