Stati sostenitori del terrorismo: i vari livelli di coinvolgimento.

Nicolò Scremin

IL FENOMENO DEGLI STATES-SPONSORED TERRORISM. 

Un’organizzazione terroristica per sopravvivere, consolidarsi e successivamente espandersi ha bisogno di disporre di ingenti quantità di denaro e risorse operative. In questa direzione il sostegno offerto da uno Stato sostenitore può rivelarsi di fondamentale importanza in quanto può assicurare all’organizzazione la sicurezza economica ed operativa necessaria per continuare a svolgere le proprie attività in maniera sempre più efficiente. Secondo quanto emerge infatti dal rapporto annuale del 2009 stilato dallo United States Counter-Terrosim Coordination’s Office: ‘senza Stati sostenitori i gruppi terroristici avrebbero una grandissima difficoltà ad ottenere i fondi, le armi, il materiale e le aree sicure di cui hanno bisogno per pianificare e condurre le operazioni’ [1]. In particolare per Daniel Byman (2008: 1) ‘il sostegno statale rimane uno degli aspetti più importanti e letali del terrorismo. Tuttavia l'identità e la natura degli Stati sostenitori del terrorismo è cambiata notevolmente nel corso degli ultimi anni’ [2].

In questo scenario per comprendere il fenomeno degli States sponsored terrorism è necessario innanzitutto capire la natura della relazione che può legare uno Stato “sostenitore” ad un’organizzazione terroristica “beneficiaria”. In particolare, Boaz Ganor individua tre differenti modelli di relazione. Il primo modello è di tipo top-down e si verifica quando uno Stato istituisce direttamente un’organizzazione terroristica con lo scopo di promuovere i propri interessi e camuffare le proprie attività [3]. Sulla stessa linea anche il secondo modello si caratterizza per essere di tipo top-down, tuttavia, a differenza del primo, in questo caso lo Stato sostenitore individua un’organizzazione terroristica già esistente ed inizia a supportarla; in cambio l’organizzazione subordina i propri obiettivi a favore degli interessi dello Stato sostenitore [4]. Il terzo modello infine è contraddistinto da una relazione di tipo bottom-up e si verifica quando un’organizzazione terroristica ricerca — e in seguito ottiene — l’appoggio di uno Stato. In particolare in questo caso lo Stato, impegnandosi nel terrorismo attraverso un proxy, si trova nelle condizioni di poter influenzare gli eventi e gli attori al di fuori dei propri confini. In aggiunta come scrive Ganor ‘essendo coinvolto nel terrorismo in maniera discreta, uno stato sostenitore può esercitare un’influenza e perseguire i propri obiettivi senza apparire come un aggressore e senza subire rappresaglie da parte di un gruppo avversario o di uno Stato’ [5].

Gli Stati impegnati nel terrorismo possono supportare un’organizzazione in vari modi e con varie intensità. In questa direzione Ganor (2015: 66) individua quattro categorie di supporto sulla base del tipo e del livello di sostegno fornito da uno Stato sostenitore ad un’organizzazione terroristica.

Supporto ideologico

Il supporto ideologico costituisce il livello di sostegno base che uno Stato può offrire al terrorismo. In alcuni casi le organizzazioni terroristiche possono essere utilizzate per diffondere l’ideologia o la dottrina — soprattutto quelle di natura rivoluzionaria — di un determinato Stato. In altre situazioni può succedere che un’organizzazione terroristica venga fondata da estremisti ispirati dall’ideologia radicale di un particolare Stato. In questo senso, il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP) può essere considerato un prodotto dell’ideologia Sovietica. Infine un’organizzazione può adottare l’ideologia radicale di un potenziale Stato sostenitore con lo scopo di ottenere un aiuto materiale dallo Stato stesso, come nel caso del Palestinian Islamic Jihad (PIJ) e l’Iran.

Supporto finanziario

Il secondo livello di supporto è quello dell’assistenza finanziaria. Le organizzazioni terroristiche necessitano infatti di ingenti quantità di denaro per sopravvivere e prosperare; per pagare i salari, per sostenere l’addestramento, per acquistare armi e munizioni, per realizzare attacchi o per diffondere messaggi attraverso l’indottrinamento e l’erogazione di servizi religiosi mirati ad accrescere il consenso tra i membri della popolazione di origine e a reclutare nuovi attivisti e sostenitori. In questo senso per Ganor molte organizzazioni non essendo in grado di procurarsi denaro indipendentemente, necessitano del sostegno di uno Stato sostenitore come ad esempio l’Iran che da anni supporta organizzazioni terroristiche come Hamas in Palestina e Hezbollah in Libano.

Supporto militare e operativo

Il terzo livello di supporto si verifica nel momento in cui uno Stato offre sostegno militare ed operativo ad un’organizzazione terroristica. In questo scenario lo Stato oltre a fornire armi, munizioni ed addestramento, assiste direttamente l’organizzazione nella preparazione e pianificazione di un determinato attacco terroristico, definendone le finalità o impartendo istruzioni specifiche relative alla sua implementazione. In aggiunta, ‘in alcuni casi uno Stato non solo supporta ed orienta l’attività di un’organizzazione terroristica ma ricopre inoltre un ruolo operativo usando un proxy per perpetrare un attacco specifico. Questi proxy agiscono come “contractors” che adempiono agli interessi dello Stato’ [6].

Usare le agenzie statali per commettere un attacco

Infine, il livello più alto di coinvolgimento nel terrorismo viene raggiunto quando uno Stato sfrutta il proprio apparato di sicurezza, di intelligence o i propri agenti per perpetrare direttamente un attacco con lo scopo di promuovere i propri interessi. 


NOTE
  1. Country Reports on Terrorism 2008, U.S Department of State, Publication Office of the Coordinator for Counterterrorism, Aprile 2009, p.181.
  2. D.BYMAN, "The Changing Nature of State Sponsorship of Terrorism", The Saban Center at the Brookings Institution, Analysis Paper, Numero 16, maggio 2008, p.1.
  3. Per descrivere questo modello di relazione, Ganor utilizza come esempio al-Saika e l’Arab Liberation Front (ALF), due organizzazioni terroristiche che, sebbene possano sembrare apparentemente organizzazioni palestinesi, tuttavia sono state create dalla Siria rispettivamente nel 1966 e nel 1969. (B.GANOR, Global…, cit, p.65).
  4. Un esempio di questa tipologia di relazione è quello rappresentato dalla Siria e dal Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP). In particolare come scrive Ganor: ‘all’inizio della guerra civile libanese nel 1976, la Siria costrinse il FPLP a supportare i cristiani nella loro lotta contro i palestinesi, alleati naturali del PFLP — chiaramente era un’interesse della Siria e non del PFLP’. (B.GANOR, Global…, cit, p.65).
  5. B.GANOR, Global…, cit, p.66.
  6. Ivi, p.68.
 
BIBLIOGRAFIA
    • D.BYMAN, "The Changing Nature of State Sponsorship of Terrorism", The Saban Center at the Brookings Institution, Analysis Paper, Numero 16, maggio 2008.
    • Country Reports on Terrorism 2008, U.S Department of State, Publication Office of the Coordinator for Counterterrorism, Aprile 2009.
    • B. GANOR, Global Alert, New York: Columbia University Press, 2015.
    • B. GANOR, "Trends in Modern International Terrorism", International Institute for Counter-Terrorism, Herzliya, Israel.
    • B. GANOR, "The Hybrid Terrorist Organization and Incitement", Jerusalem Center for Public Affairs.

 

  • Licenza Creative Commons